Tri-mamma e Tri-babbo, Fagiolina, Nanetto e Fagiolino. Per prendere un gattino aspettiamo ancora un po'.
venerdì 30 novembre 2012
Creare una tradizione?
Nella mia famiglia d'origine il calendario dell'avvento non s'è mai fatto. Però mi sembra una cosa carina. Mi sembra che possa aiutare i bambini a comprendere il senso dell'attesa, del tempo che scorre, del gusto di avvicinarsi piano piano ad un evento piacevole.
Io ricordo quando da piccola facevamo l'albero e il presepe, in famiglia. E quando la sera della vigilia si facevano (e si fanno ancora) i cappelletti a mano, tutti insieme intorno al tavolo. E' un momento bello, un momento di condivisione. Io ero/sono sempre molto emozionata. GF invece il Natale lo odia. Io non penso che i bei ricordi vadano costruiti artificiosamente. Le cose belle avvengono, e poi rimangono impresse o meno. Però quest'anno voglio provare ad inaugurare una nuova tradizione nella nostra famigliuola, e allora ho costruito il calendario dell'avvento. Che tra l'altro, tra mommybloggers, se non lo fai sei proprio una sfigata. Però non l'ho fatto per questo, giuro. L'ho fatto perchè Fagiolina ancora non ha molto chiaro lo scorrere dei giorni, e Nanetto ancor meno. E allora magari il calendario può aiutare.
E poi a me aprire una casellina al giorno, all'età dei miei bimbi, sarebbe piaciuto.
Ecco qua il nostro calendario, rigorosamente home-made, rigorosamente tutto riciclato. Costo: zero.
Non faccio il tutorial, è talmente facile che vi metto solo la foto dei materiali usati.
Ciao!
P.S: mi hanno detto che la forma ricorda quella di un fungo atomico... veramente l'intenzione era quella di fare un alberello! Vabè, però le scatoline secondo me sono carine!
lunedì 12 novembre 2012
Grandi e piccini di fronte ad una nuova lingua
In questi giorni, come scrivevo nel post precedente, stiamo iniziando una nuova avventura, quella di BilFam. Io e GF sgranocchiamo un po' di inglese da diversi anni (GF sicuramente meglio di me), anche se la non quotidianità con una lingua straniera arrugginisce sempre di più le nostre conoscenze. Entrambi abbiamo seguito il classico approccio tutto italiano a questa lingua: qualche corso pomeridiano durante le scuole elementari e medie, giusto per imparare qualche parolina, qualche lezione privata durante le superiori (a scuola abbiamo studiato il francese entrambi), qualche vacanza studio in Inghilterra o negli Stati Uniti. Oggi siamo entrambi capaci di leggere speditamente in inglese (tutti gli articoli scientifici sono in inglese, tutti i materiali informatici sono in inglese), riusciamo a sostenere una conversazione con qualche intoppo qua e là, riusciamo a scrivere in modo corretto ma con un lessico non troppo ampio. GF è molto più abile di me a comprendere film, o documentari o telegiornali in lingua originale, specialmente se American English, io spesso non gli sto dietro. Insomma, possiamo dire che l'inglese lo conosciamo, ma non ci sentiamo completamente a nostro agio a comunicare in questa lingua.
Vorremmo che i nostri figli invece fossero capaci di parlare in modo fluente e di comprendere anche le sfumature di una seconda lingua, e per questo stiamo tentando di stimolarli precocemente a comunicare in inglese.
Fagiolina alla scuola materna ha un'insegnante inglese madre-lingua con cui gioca ad imparare qualche nuova parola. Malgrado la maestra sia un pozzo di energia, l'approccio credo sia piuttosto tradizionale: un'ora di "lezione" alla settimana, e tutti i giorni qualche minuto di "ripasso" per rinforzare ciò che si è imparato. Tutto naturalmente in forma giocosa, con canzoncine, flashcards, animazioni con marionette, ecc... Insomma, Fagiolina conosce alcune parole, ma non le usa per comunicare, non sa dire una frase intera in inglese, dice spesso "questo in inglese si dice così" o chiede "come si dice questa cosa in inglese?". E questo è ben diverso da sapersi esprimere in una seconda lingua. Per questo vogliamo iniziare il percorso di BilFam.
Devo però dire che avere un'insegnante madre lingua in età così precoce è una grandissima marcia in più per la pronuncia. Fagiolina quelle poche parole che sa le pronuncia in perfetto British English.
L'altra sera, ad esempio, ci fa (scusate i limiti della scrittura dei suoni... non ho una tastiera fonetica!):
-Mamma, babbo, come si dice in inglese "bere l'acqua"?
-Si dice "dj(r)ink uota" (=drink water)
-NOOO, si dice "giuink uota"!!
Io e GF ci siamo guardati, e abbiamo dovuto constatare che aveva ragione.
Si dice GIUINK, e non DJ(r)INK, come lo diciamo noi. Noi lo diciamo così, con quella R piccola piccola, cercando di non dirla (perchè John Peter Sloan ci ha detto che la R in inglese NON esiste) ma il nostro cervello ci dice che c'è, e ci rema contro e cerca di farcela dire anche se noi non vogliamo. E perchè il nostro cervello fa così? Perchè noi la parola DRINK l'abbiamo PRIMA letta, e POI pronunciata. E nel nostro cervello si è fissata così, con quella R scritta lì, e per quanto cerchiamo di non dirla, un po' ci viene lo stesso. Fagiolina invece, che non sa leggere, la parola l'ha solo sentita dalla sua insegnante inglese, e quindi la R non c'è. Punto. Lo stesso discorso vale per quella D iniziale.
L'altro giorno parlavo con mia sorella (insegnante) a casa di mia madre (insegnante), e le chiedevo come andasse l'apprendimento dell'inglese del mio nipotino, che fa la terza elementare.
-Che cosa ha imparato D. di inglese? sa dire qualche frase?
-Eh, no, non ancora. Sa qualche parola, qualche frase semplicissima, tipo "I am D....", l'alfabeto...
-Ma come? non ha iniziato da tre anni? e in tre anni ha fatto così poco?
-Eh, ma prima mica sapeva leggere e scrivere! Adesso che sa leggere imparerà...
Ma scusa... ma noi l'italiano l'abbiamo iniziato a parlare e capire quando abbiamo imparato a leggere e scrivere?? una lingua si impara ascoltandola e parlandola, mica leggendola e scrivendola!!
Ecco, se in Italia anche gli insegnanti la pensano così, quando mai i nostri figli impareranno una seconda lingua in maniera non scolastica? La tanto decantata riforma che portava l'inglese fin dalla prima elementare a che serve, se la lingua viene ancora insegnata come 30 anni fa?
Vado a giuincarmi un bicchiere di uota.
Vorremmo che i nostri figli invece fossero capaci di parlare in modo fluente e di comprendere anche le sfumature di una seconda lingua, e per questo stiamo tentando di stimolarli precocemente a comunicare in inglese.
Fagiolina alla scuola materna ha un'insegnante inglese madre-lingua con cui gioca ad imparare qualche nuova parola. Malgrado la maestra sia un pozzo di energia, l'approccio credo sia piuttosto tradizionale: un'ora di "lezione" alla settimana, e tutti i giorni qualche minuto di "ripasso" per rinforzare ciò che si è imparato. Tutto naturalmente in forma giocosa, con canzoncine, flashcards, animazioni con marionette, ecc... Insomma, Fagiolina conosce alcune parole, ma non le usa per comunicare, non sa dire una frase intera in inglese, dice spesso "questo in inglese si dice così" o chiede "come si dice questa cosa in inglese?". E questo è ben diverso da sapersi esprimere in una seconda lingua. Per questo vogliamo iniziare il percorso di BilFam.
Devo però dire che avere un'insegnante madre lingua in età così precoce è una grandissima marcia in più per la pronuncia. Fagiolina quelle poche parole che sa le pronuncia in perfetto British English.
L'altra sera, ad esempio, ci fa (scusate i limiti della scrittura dei suoni... non ho una tastiera fonetica!):
-Mamma, babbo, come si dice in inglese "bere l'acqua"?
-Si dice "dj(r)ink uota" (=drink water)
-NOOO, si dice "giuink uota"!!
Io e GF ci siamo guardati, e abbiamo dovuto constatare che aveva ragione.
Si dice GIUINK, e non DJ(r)INK, come lo diciamo noi. Noi lo diciamo così, con quella R piccola piccola, cercando di non dirla (perchè John Peter Sloan ci ha detto che la R in inglese NON esiste) ma il nostro cervello ci dice che c'è, e ci rema contro e cerca di farcela dire anche se noi non vogliamo. E perchè il nostro cervello fa così? Perchè noi la parola DRINK l'abbiamo PRIMA letta, e POI pronunciata. E nel nostro cervello si è fissata così, con quella R scritta lì, e per quanto cerchiamo di non dirla, un po' ci viene lo stesso. Fagiolina invece, che non sa leggere, la parola l'ha solo sentita dalla sua insegnante inglese, e quindi la R non c'è. Punto. Lo stesso discorso vale per quella D iniziale.
L'altro giorno parlavo con mia sorella (insegnante) a casa di mia madre (insegnante), e le chiedevo come andasse l'apprendimento dell'inglese del mio nipotino, che fa la terza elementare.
-Che cosa ha imparato D. di inglese? sa dire qualche frase?
-Eh, no, non ancora. Sa qualche parola, qualche frase semplicissima, tipo "I am D....", l'alfabeto...
-Ma come? non ha iniziato da tre anni? e in tre anni ha fatto così poco?
-Eh, ma prima mica sapeva leggere e scrivere! Adesso che sa leggere imparerà...
Ma scusa... ma noi l'italiano l'abbiamo iniziato a parlare e capire quando abbiamo imparato a leggere e scrivere?? una lingua si impara ascoltandola e parlandola, mica leggendola e scrivendola!!
Ecco, se in Italia anche gli insegnanti la pensano così, quando mai i nostri figli impareranno una seconda lingua in maniera non scolastica? La tanto decantata riforma che portava l'inglese fin dalla prima elementare a che serve, se la lingua viene ancora insegnata come 30 anni fa?
Vado a giuincarmi un bicchiere di uota.
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domenica 28 ottobre 2012
Tanti progetti
Sto latitando dal blog. Il fatto è che nella nuova casa non abbiamo ancora una connessione decente ad internet, e per adesso ci tocca arrangiarci coi telefonini.
Voglio però aggiornare questo diario sugli avvenimenti delle ultime settimane e sui progetti del momento (a futura memoria...).
-Viviamo ormai da un mese nella nuova casa. Non posso dire che abbiamo fatto un vero e proprio trasloco, ma giorno dopo giorno stiamo svuotando la mansardina delle cose che ci servono volta per volta. Risultato: la vecchia casetta diventa sempre più sola e triste, la nuova rimane sempre una via di mezzo tra un cantiere e un campeggio. Mi dispiace non aver detto "ufficialmente" addio alla casetta che ha visto i nostri primi anni di matrimonio, dove abbiamo concepito i nostri tre figli, dove, tutto sommato, siamo stati bene. Vorrei fare una specie di cerimonia, per dirle grazie di essere stata accogliente con tutti noi.
-Nanetto ha compiuto due anni. La festicciola-merenda che ho organizzato in quattro e quattr'otto con i familiari più stretti è andata molto bene, sono soddisfatta. Nel rinfresco non compariva nemmeno una bevanda gassata, nè patatine-noccioline-schifezze, ma tutte cose preparate da me (comprese alcuni stuzzichini vegani per mio cognato) e che sono state apprezzate da tutti. Nanetto si è divertito a spegnere la candelina un sacco di volte, ma non so se ha capito che era il suo compleanno... però è stato contento!
-Sono stata intervistata da una giornalista del nostro TG Regionale sul tema di maternità e lavoro. Oddio, secondo me sembravo una balena spiaggiata e rigida come un tronco, però ho ricevuto un sacco di complimenti! metto qui il link al servizio: http://www.rai.tv/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e0503c86-9be1-4117-8dde-e20cd23f45ca.html?idVideo=ContentItem-cf25f696-0d0c-44b1-91c1-0e1e9cb8bf14&idArchivio=Buongiorno
Poi uno stralcio dell'intervista è andato in onda anche sul TG regionale delle 14: insomma, mi arrivano in ambulatorio i pazienti che mi dicono di avermi vista in tv e io mi imbarazzo una cifra. GF dice che questo sarà l'inizio della mia carriera politica. Ahahahahah!! Questa ha fatto proprio ride!
-Ho ricominciato a fare qualche turno di notte in guardia medica. Fagiolino non ne vuole sapere di prendere il biberon, neanche se è pieno del mio latte. Ergo... tocca arrangiarsi, come sempre. Santi nonni che si tengono Fagiolina e Nanetto quando devo lavorare!
-Abbiamo iniziato con lo svezzamento di Fagiolino, che, ahimè, ha già oltrepassato la boa dei 6 mesi (mizzica... mi sembra ieri che me lo snuffavo per la prima volta!!). Quattro sole parole come commento: se magna de tutto! W l'autosvezzamento!
Progetti:
-In questi giorni mi sto documentando e sto leggendo molto di didattica montessoriana. Ho anche deviato tutto il budget precedentemente destinato ad un nuovo giaccone sull'acquisto di alcuni libri. Nelle prossime settimane vorrei iniziare a costruire alcuni materiali e, SOPRATTUTTO, voglio organizzare meglio la cameretta dei bimbi. Basta cestone dei giocattoli: i bambini lo schifano, i giocattoli non li interessano, l'unica sua funzione è quella di diventare una barchetta dopo essere stato svuotato (e dopo che il contenuto è stato sparpagliato in ogni dove). Fagiolina passa ore a giocare con due-tre pezze di stoffa o con spaghi e elastici, ignorando bellamente pupazzi cantanti o bambole lagnanti. Nanetto sembra vagamente interessato alle macchinine, ma sostanzialmente segue la sorella come un'ombra. MENO E' MEGLIO: questo dovrà essere il mio mantra. Organizzerò degli scaffali bassi, accessibili, con alcuni materiali montessoriani, sensory tubs, materiali per la manipolazione e per le arti grafiche, materiali da costruzione, stoffe, travestimenti. Uno specchio basso per osservarsi. Un appendiabiti ad altezza bimbi e delle sacche per riporre autonomamente i vestiti del giorno e i pigiami della notte. Una piantina da accudire. "Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa".
-Lavoretti, lavoretti, lavoretti. Ho scoperto il blog La pappa dolce e sono impazzita. Vorrei fare tutto, vorrei copiare tutto. Sto accarezzando l'idea dell'homeschooling. Ma questo è un'idea che sta prendendo forma solo ora dentro di me. Per adesso proporrò delle attività ai bimbi. Vediamo come va.
-BilFam: abbiamo iniziato un percorso per diventare una famiglia bilingue. Ci siamo iscritti ad un interessantissimo progetto dell'Università La Sapienza di Roma per imparare a comunicare in inglese, noi e i nostri bimbi. Ci vorrà un bell'impegno, ma ci proveremo. Chissà che non sia il primo passo verso l'obiettivo di trasferirci all'estero?
Passo e chiudo. Anzi, se ce la faccio pubblico il menù della prossima settimana. Forse.
Voglio però aggiornare questo diario sugli avvenimenti delle ultime settimane e sui progetti del momento (a futura memoria...).
-Viviamo ormai da un mese nella nuova casa. Non posso dire che abbiamo fatto un vero e proprio trasloco, ma giorno dopo giorno stiamo svuotando la mansardina delle cose che ci servono volta per volta. Risultato: la vecchia casetta diventa sempre più sola e triste, la nuova rimane sempre una via di mezzo tra un cantiere e un campeggio. Mi dispiace non aver detto "ufficialmente" addio alla casetta che ha visto i nostri primi anni di matrimonio, dove abbiamo concepito i nostri tre figli, dove, tutto sommato, siamo stati bene. Vorrei fare una specie di cerimonia, per dirle grazie di essere stata accogliente con tutti noi.
-Nanetto ha compiuto due anni. La festicciola-merenda che ho organizzato in quattro e quattr'otto con i familiari più stretti è andata molto bene, sono soddisfatta. Nel rinfresco non compariva nemmeno una bevanda gassata, nè patatine-noccioline-schifezze, ma tutte cose preparate da me (comprese alcuni stuzzichini vegani per mio cognato) e che sono state apprezzate da tutti. Nanetto si è divertito a spegnere la candelina un sacco di volte, ma non so se ha capito che era il suo compleanno... però è stato contento!
-Sono stata intervistata da una giornalista del nostro TG Regionale sul tema di maternità e lavoro. Oddio, secondo me sembravo una balena spiaggiata e rigida come un tronco, però ho ricevuto un sacco di complimenti! metto qui il link al servizio: http://www.rai.tv/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e0503c86-9be1-4117-8dde-e20cd23f45ca.html?idVideo=ContentItem-cf25f696-0d0c-44b1-91c1-0e1e9cb8bf14&idArchivio=Buongiorno
Poi uno stralcio dell'intervista è andato in onda anche sul TG regionale delle 14: insomma, mi arrivano in ambulatorio i pazienti che mi dicono di avermi vista in tv e io mi imbarazzo una cifra. GF dice che questo sarà l'inizio della mia carriera politica. Ahahahahah!! Questa ha fatto proprio ride!
-Ho ricominciato a fare qualche turno di notte in guardia medica. Fagiolino non ne vuole sapere di prendere il biberon, neanche se è pieno del mio latte. Ergo... tocca arrangiarsi, come sempre. Santi nonni che si tengono Fagiolina e Nanetto quando devo lavorare!
-Abbiamo iniziato con lo svezzamento di Fagiolino, che, ahimè, ha già oltrepassato la boa dei 6 mesi (mizzica... mi sembra ieri che me lo snuffavo per la prima volta!!). Quattro sole parole come commento: se magna de tutto! W l'autosvezzamento!
Progetti:
-In questi giorni mi sto documentando e sto leggendo molto di didattica montessoriana. Ho anche deviato tutto il budget precedentemente destinato ad un nuovo giaccone sull'acquisto di alcuni libri. Nelle prossime settimane vorrei iniziare a costruire alcuni materiali e, SOPRATTUTTO, voglio organizzare meglio la cameretta dei bimbi. Basta cestone dei giocattoli: i bambini lo schifano, i giocattoli non li interessano, l'unica sua funzione è quella di diventare una barchetta dopo essere stato svuotato (e dopo che il contenuto è stato sparpagliato in ogni dove). Fagiolina passa ore a giocare con due-tre pezze di stoffa o con spaghi e elastici, ignorando bellamente pupazzi cantanti o bambole lagnanti. Nanetto sembra vagamente interessato alle macchinine, ma sostanzialmente segue la sorella come un'ombra. MENO E' MEGLIO: questo dovrà essere il mio mantra. Organizzerò degli scaffali bassi, accessibili, con alcuni materiali montessoriani, sensory tubs, materiali per la manipolazione e per le arti grafiche, materiali da costruzione, stoffe, travestimenti. Uno specchio basso per osservarsi. Un appendiabiti ad altezza bimbi e delle sacche per riporre autonomamente i vestiti del giorno e i pigiami della notte. Una piantina da accudire. "Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa".
-Lavoretti, lavoretti, lavoretti. Ho scoperto il blog La pappa dolce e sono impazzita. Vorrei fare tutto, vorrei copiare tutto. Sto accarezzando l'idea dell'homeschooling. Ma questo è un'idea che sta prendendo forma solo ora dentro di me. Per adesso proporrò delle attività ai bimbi. Vediamo come va.
-BilFam: abbiamo iniziato un percorso per diventare una famiglia bilingue. Ci siamo iscritti ad un interessantissimo progetto dell'Università La Sapienza di Roma per imparare a comunicare in inglese, noi e i nostri bimbi. Ci vorrà un bell'impegno, ma ci proveremo. Chissà che non sia il primo passo verso l'obiettivo di trasferirci all'estero?
Passo e chiudo. Anzi, se ce la faccio pubblico il menù della prossima settimana. Forse.
mercoledì 10 ottobre 2012
GF e l'università
Scrivo per conto di GF, che in questi giorni è sotto esame e non ha tempo di raccontare. E poi, quando avrà fatto l'esame, probabilmente non avrà più voglia. Sono giorni pieni, pienissimi. Siamo da qualche tempo nella nuova casa, ma senza aver fatto un trasloco "ufficiale", per cui viviamo in mezzo a borse e scatoloni. Sembra di essere in campeggio.
Ad incasinarci ulteriormente la vita ci si mette l'università.
Ora io non vorrei fare quella del "te l'avevo detto!", ma quando, anni fa, GF mi disse: "voglio ricominciare a studiare all'università, voglio prendermi 'sto pezzo di carta", io, che invece stavo finalmente per uscire da quel mondo, l' avevo detto che sarebbero state lacrime e sangue. E incazzature. Lo studio, la cultura, l'amore per il sapere, la passione... sticazzi. Un sacco di casini burocratici, una montagna di m... che i professori ti fanno ingoiare, pure se sei alla soglia dei 40 anni e sei un padre di famiglia, un pacco di soldi da spendere.
Veniamo alla storia recente: ad agosto GF decide di dare, per settembre, l'esame di Diritto delle nuove tecnologie, corso di laurea in informatica. Un esame piccolo, sulla carta, da 6 crediti.
Sul sito dell'università c'è il programma del corso (1). Poi c'è la pagina del corso, dove è pubblicato il programma di studio (2). C'è però anche un'altra area, cui si accede solo con password, in cui c'è ancora un altro programma (3). GF tenta di contattare via mail la professoressa per avere la password, ma niente. Siamo ad agosto! Aspetta che ti riaspetta, GF decide di chiedere informazioni ad un suo collega di studi (e lavoratore), che aveva appena superato l'esame in questione. Il collega rassicura GF dicendogli che l'esame è "una semplice chiacchierata" e gli fornisce la password, grazie alla quale GF scarica gli appunti e le presentazioni powerpoint. GF, diligente, si studia tutti gli appunti, e anche le presentazioni...
Ecco, apriamo una parentesi: le presentazioni. Parliamone. Avete presente quelle slides con i pulcini-pio che ballano, gli omini col punto esclamativo in testa, oppure quelle slides pienepienefittefitte che non ci si legge niente, oppure quelle vuotevuote con solo un punto interrogativo in mezzo? Sì, insomma, le slides che tutti noi abbiamo fatto per la nostra prima presentazione in pubblico, quando avevamo 20 anni e facevamo una prova di lezione ai nostri compagni di università. Ecco, quelle. GF ha dovuto "studiare" su centinaia di quelle diapo. Me ne ha anche mostrata una con un bambino che vomitava nel WC. Giuro.
Saldo nel cuore e fiero nel portamento, a settembre GF si presenta all'esame.
E lì scopre che l'esame non era "una semplice chiacchierata". La prof non lo fa neanche sedere e gli sciorina davanti testi su testi su cui era assolutamente necessario studiare per giungere preparati all'esame. Insomma, una montagna di pagine. LIBRI interi, altro che presentazioni con bimbi vomitosi. La prof: "scusi, ma perchè non mi ha contattata?" GF: "veramente le ho scritto una email..." Prof: "non è possibile, io sono sempre reperibile!" GF: "era agosto, e ho pensato che fosse in ferie... Prof: "beh, poteva insistere, mi poteva telefonare!" Seee, voglio proprio vedere se ti telefonava ad agosto... E metti sul tuo sito un programma CHIARO, accessibile, inconfutabile! Pare un gioco elettronico, dove devi superare un livello per avere la chiave grazie alla quale accedi al livello successivo!
Prof: "E comunque, l'area riservata è, appunto, riservata agli studenti che frequentano le lezioni. Lei, che non frequenta, deve fare TUTTO il programma che trova sul sito. E poi, mi dia un po' il nome di chi le ha dato la password!".
Siore e siore, scegliete la carta, carta vince, carta perde, programma vince, programma perde: Programma 1 sul sitone megagalattico dell'università, che viene pubblicato ogni tot anni. Programma 2 sul sito della prof, con una lista di file e pdf "necessari" e un'altra lista di testi "di approfondimento" (che vuol dire? bisogna studiarli o no?). Programma 3 cui accedono solo gli iniziati in possesso della password. Che poi si scopre che è solo per i frequentanti. Che i non frequentanti dovevano fare il Programma 2. O era il programma 1 ???
GF, sempre diligente, scarica i nuovi appunti, ma si arena sui libri. Due libri da comprare, circa 40 euro ciascuno, sui quali dovrebbe però studiare solo alcuni capitoli. Insomma... 80 euri per poche pagine? Ma poi... LIBRI?? Nell'era del digitale, alla facoltà di informatica, ancora si deve studiare su libri cartacei? Cerca di qua, cerca di là, alla fine lo convinco ad andare alla biblioteca dell'università per farsi dare in prestito esterno i suddetti libri.
Noi si prende, si parte per la bella gita di 100 km necessaria per raggiungere l'uni, la gita si trasforma in un diluvio universale che dio la manda, il pupo in macchina per fortuna è buonissimo. GF arriva alla biblioteca, e una studentessa-bambina al banco gli dice: "Eh, no, guarda, QUESTO libro non te lo possiamo dare in prestito... sai... per la verità ce l'abbiamo solo fotocopiato..." E gli piazza davanti un mucchietto di fotocopie. Comecome? La BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ha il libro di testo SOLO FOTOCOPIATO? E questa professoressa ha messo come libro INDISPENSABILE per superare l'esame un libro che la biblioteca non possiede??
Bambina: "Eh... se lo vuoi te lo devi fotocopiare..., però devi fartele da solo le copie... guarda, devi fare la tesserina per la fotocopiatrice che costa 5 o 10 euro... e la macchina non dà resto..."
Adesso sorvoliamo su gli smoccoli e gli accidenti che GF ha inviato a prof, ragazzina, biblioteca, università e tutta l'editoria universitaria. Concentriamoci sui fatti. E ricordiamo sempre che stiamo parlando della facoltà di INFORMATICA. Non di archeologia. Informatica.
-Gli studenti italiani non riescono a parlare con i loro professori, perchè i professori sono distanti, poco raggiungibili, poco disponibili, poco chiari. I professori ancora non usano le email come strumento quotidiano di lavoro.
-I professori non forniscono programmi di studio chiari, organizzati, coerenti e accessibili a tutti.
-I professori pretendono che gli studenti studino su costosi libri cartacei (nell'era dell'e-book e dei pdf).
-I professori consigliano libri che la biblioteca universitaria non possiede. O se li possiede non li dà in prestito.
-Uno studente paga una pacca di tasse universitarie. IN PIU' deve spendere un'altra pacca per comprare libri indispensabili a superare un esame, dal momento che tali libri non può averli in alcun altro modo.
-La biblioteca è tappezzata di cartelli "Vietato fotocopiare libri" e poi ha un libro fotocopiato. E ti consiglia di fotocopiarlo!!
E comunque ho sintetizzato molto.
La vicenda è tutta in fieri, vediamo che succederà lunedì, il giorno dell'esame.
Oggi ho letto questo articolo, e l'ho trovato molto, ma moltomoltomolto calzante: http://www.repubblica.it/scuola/2012/10/10/news/studenti_domande_a_ministro-44207535/?ref=HREC2-1
In particolare:
Innovazione della didattica. Mentre nel resto d'Europa da anni si sperimentano forme innovative di didattica che puntano ad un maggiore coinvolgimento degli studenti all'interno delle classi, ad una completa condivisione dei programmi, alla possibilità degli studenti di poter scegliere e modellare il proprio percorso in base alle proprie passioni ed ai propri interessi, in Italia ci ritroviamo ancora con un modello frontale di lezione che non crea alcuna interazione fra studente ed insegnante, con materiali didattici preistorici, con programmi estremamente datati che non tengono minimamente conto dell'evoluzione che il nostro paese e la nostra società ha avuto negli ultimi sessanta anni. Ci rendiamo conto quotidianamente che il valore formativo dell'istruzione pubblica italiana diminuisce di anno in anno. Questo Governo non crede che sia arrivato il momento di attuare una riforma della didattica, partendo magari dalle proposte fatte dagli studenti?
E quando ci capita di vedere le lezioni online delle Università di Stantford, di Cambridge o tante altre, ci viene da piangere.
La cultura dovrebbe essere un bene di tutti.
domenica 30 settembre 2012
L'asilo nido: l'inserimento
Ed eccoci quasi arrivati al traguardo del primo mese di nido per Nanetto.
Mamma mia, quanto sono diversi i bambini! Ti sembra di esserti comportato con loro allo stesso modo, di aver seguito le stesse regole, i geni di mamma e babbo sono sempre quelli, eppure...
Mi dicevo: ci sei già passata con Fagiolina, che sarà mai questo inserimento? Vedrai che sarà più o meno lo stesso! Anche il nido è lo stesso!!
Eh, no!
Nanetto è tutto di un'altra pasta.
Nanetto è il nostro patatino buono, non è Fagiolina-carroarmato.
E così anche io, per niente avvezza ai pianti di commiato mattutino (Fagiolina non ha mai fatto una lacrima) ho assaggiato l'amaro calice. E fa male, uuhhh, se fa male!
Le tappe dell'inserimento sono state:
1° giorno: io e Nanetto siamo stati insieme un'oretta al nido. Lui ha preso un pochino confidenza con gli ambienti e i giochi e ha conosciuto la sua educatrice di riferimento; un paio di volte è tornato da me per prendermi la mano, per la maggior parte del tempo si è ciucciato l'adorato dito.
2° giorno: io sono entrata con Nanetto, siamo stati insieme mezz'ora, poi l'ho salutato e sono uscita dall'aula per un'altra mezz'ora. Sono rimasta in una stanza vicina con l'orecchio teso e non ho sentito strepiti di sorta.
3° giorno: entrata con Nanetto, saluto quasi subito, attesa fuori un'ora. Durante quest'ora ho sentito una decina di minuti di pianto, vicino alla porta. Che pena! La maestra mi ha poi detto che andava bene così, perchè sembrava quasi, nei giorni precedenti, che Nanetto non avesse realizzato cosa stava succedendo, e che quindi non avesse avuto modo di reagire. Il suo pianto significava che si stava rendendo conto della novità.
Ecco, diciamo quindi che dal quarto giorno in poi Nanetto ha reagito.
I pianti, purtroppo, si sono ripetuti quasi ogni mattina. E poi Nanetto non piange urlando e strepitando, ma fa una lagna, un lamento straziante che ti distrugge psicologicamente. Lo saluti, gli dici "mamma torna fra poco, adesso va a lavorare e poi viene a prenderti" e ti senti di schifo. Ti vengono tutti i dubbi del mondo. Pensi che sei un'egoista e lo sottoponi a questo strazio mentre potresti evitarglielo (potresti??) e tenerlo a casa con te. Lo lasci solo 3 ore, ma non passano mai! Quando lo torni a prendere pendi dalle labbra dell'educatrice come se dalle sue parole dipendesse la vita o la morte. Desideri terribilmente che ti dica che, malgrado 5 minuti di lacrime iniziali, la giornata è poi andata liscia e serena, e il Nanetto ha giocato e si è divertito come un matto. Insomma... che ansia! E devi anche cercare di non trasmettergliela, perchè lui si accorge di tutto, e se si rende conto che non sei tranquilla, anche lui poi si sfiducia.
Vabè, per farla breve, pare che sia riuscita, in questa ultima settimana, a trovare la formula magica. Riti, riti e ancora riti. Tutte le mattine gli stessi riti. Nanetto nella ripetizione trova sicurezza e tranquillità. Si entra in macchina con il cappellino (che ormai è diventato il suo oggetto transizionale), lo prendo in braccio per uscire dall'auto, e mentre cammino dal parcheggio alla porta dell'asilo gli anticipo che andrò a lavorare, ma che tornerò presto presto a prenderlo (ho notato che se gli dico questa formula al momento di lasciarlo, quando è con la lacrima sul ciglio, già non mi ascolta più). Poi gli faccio suonare il campanello. Poi salutiamo le farfalle e i pupazzetti dell'atrio. Poi gli faccio bussare alla porta della sua aula. Infine lo lascio nelle braccia della maestra, lo saluto, lo bacio e me ne vado piuttosto rapidamente, senza ripensamenti e sguardi all'indietro. Mi deve vedere sicura. Fiduciosa. Tranquilla. Ecco!
Insomma, solo quest'ultima settimana Nanetto non ha pianto all'ingresso (e neanche io, a casa).
Durante la giornata Nanetto gioca, prende (e dà, credo) morsi e botte, si sfoga in Stanza Magica, mangia con appetito. Dimostra tutta la sua insofferenza attaccandosi ai suoi oggetti: non vuole togliere MAI il cappellino, non vuole essere spogliato, non vuole essere cambiato. Povere maestre! Lo so bene che piccolo mostro può diventare quando non vuole togliere il pannolino sporco! Non parlando ancora non è facile per lui esprimere bisogni e fastidi, per cui è necessario, per noi adulti, imparare ad interpretare i suoi gesti e le sue richieste non verbali. Ma mi sembra che qualcosa si stia muovendo, e anche Nanetto sta imparando a farsi capire sempre meglio.
Insomma, 'sto primo mese l'abbiamo sfangata.
Mi è tornata la gastrite.
Era dai tempi della specializzazione che non avevo più la gastrite.
Ma non ci devo pensare, perchè domani, lunedì, Nanetto dovrà avere ancora una volta al suo fianco una mamma sorridente e allegra, pronta a salutare farfalline e coniglietti e a traghettarlo verso mille nuove fantastiche avventureeeee!!!
Mamma mia, quanto sono diversi i bambini! Ti sembra di esserti comportato con loro allo stesso modo, di aver seguito le stesse regole, i geni di mamma e babbo sono sempre quelli, eppure...
Mi dicevo: ci sei già passata con Fagiolina, che sarà mai questo inserimento? Vedrai che sarà più o meno lo stesso! Anche il nido è lo stesso!!
Eh, no!
Nanetto è tutto di un'altra pasta.
Nanetto è il nostro patatino buono, non è Fagiolina-carroarmato.
E così anche io, per niente avvezza ai pianti di commiato mattutino (Fagiolina non ha mai fatto una lacrima) ho assaggiato l'amaro calice. E fa male, uuhhh, se fa male!
Le tappe dell'inserimento sono state:
1° giorno: io e Nanetto siamo stati insieme un'oretta al nido. Lui ha preso un pochino confidenza con gli ambienti e i giochi e ha conosciuto la sua educatrice di riferimento; un paio di volte è tornato da me per prendermi la mano, per la maggior parte del tempo si è ciucciato l'adorato dito.
2° giorno: io sono entrata con Nanetto, siamo stati insieme mezz'ora, poi l'ho salutato e sono uscita dall'aula per un'altra mezz'ora. Sono rimasta in una stanza vicina con l'orecchio teso e non ho sentito strepiti di sorta.
3° giorno: entrata con Nanetto, saluto quasi subito, attesa fuori un'ora. Durante quest'ora ho sentito una decina di minuti di pianto, vicino alla porta. Che pena! La maestra mi ha poi detto che andava bene così, perchè sembrava quasi, nei giorni precedenti, che Nanetto non avesse realizzato cosa stava succedendo, e che quindi non avesse avuto modo di reagire. Il suo pianto significava che si stava rendendo conto della novità.
Ecco, diciamo quindi che dal quarto giorno in poi Nanetto ha reagito.
I pianti, purtroppo, si sono ripetuti quasi ogni mattina. E poi Nanetto non piange urlando e strepitando, ma fa una lagna, un lamento straziante che ti distrugge psicologicamente. Lo saluti, gli dici "mamma torna fra poco, adesso va a lavorare e poi viene a prenderti" e ti senti di schifo. Ti vengono tutti i dubbi del mondo. Pensi che sei un'egoista e lo sottoponi a questo strazio mentre potresti evitarglielo (potresti??) e tenerlo a casa con te. Lo lasci solo 3 ore, ma non passano mai! Quando lo torni a prendere pendi dalle labbra dell'educatrice come se dalle sue parole dipendesse la vita o la morte. Desideri terribilmente che ti dica che, malgrado 5 minuti di lacrime iniziali, la giornata è poi andata liscia e serena, e il Nanetto ha giocato e si è divertito come un matto. Insomma... che ansia! E devi anche cercare di non trasmettergliela, perchè lui si accorge di tutto, e se si rende conto che non sei tranquilla, anche lui poi si sfiducia.
Vabè, per farla breve, pare che sia riuscita, in questa ultima settimana, a trovare la formula magica. Riti, riti e ancora riti. Tutte le mattine gli stessi riti. Nanetto nella ripetizione trova sicurezza e tranquillità. Si entra in macchina con il cappellino (che ormai è diventato il suo oggetto transizionale), lo prendo in braccio per uscire dall'auto, e mentre cammino dal parcheggio alla porta dell'asilo gli anticipo che andrò a lavorare, ma che tornerò presto presto a prenderlo (ho notato che se gli dico questa formula al momento di lasciarlo, quando è con la lacrima sul ciglio, già non mi ascolta più). Poi gli faccio suonare il campanello. Poi salutiamo le farfalle e i pupazzetti dell'atrio. Poi gli faccio bussare alla porta della sua aula. Infine lo lascio nelle braccia della maestra, lo saluto, lo bacio e me ne vado piuttosto rapidamente, senza ripensamenti e sguardi all'indietro. Mi deve vedere sicura. Fiduciosa. Tranquilla. Ecco!
Insomma, solo quest'ultima settimana Nanetto non ha pianto all'ingresso (e neanche io, a casa).
Durante la giornata Nanetto gioca, prende (e dà, credo) morsi e botte, si sfoga in Stanza Magica, mangia con appetito. Dimostra tutta la sua insofferenza attaccandosi ai suoi oggetti: non vuole togliere MAI il cappellino, non vuole essere spogliato, non vuole essere cambiato. Povere maestre! Lo so bene che piccolo mostro può diventare quando non vuole togliere il pannolino sporco! Non parlando ancora non è facile per lui esprimere bisogni e fastidi, per cui è necessario, per noi adulti, imparare ad interpretare i suoi gesti e le sue richieste non verbali. Ma mi sembra che qualcosa si stia muovendo, e anche Nanetto sta imparando a farsi capire sempre meglio.
Insomma, 'sto primo mese l'abbiamo sfangata.
Mi è tornata la gastrite.
Era dai tempi della specializzazione che non avevo più la gastrite.
Ma non ci devo pensare, perchè domani, lunedì, Nanetto dovrà avere ancora una volta al suo fianco una mamma sorridente e allegra, pronta a salutare farfalline e coniglietti e a traghettarlo verso mille nuove fantastiche avventureeeee!!!
sabato 29 settembre 2012
Opinioni diverse
Fagiolina ha iniziato da un paio di settimane a frequentare un corso di ginnastica artistica. Lì abbiamo incontrato la sua amichetta della scuola dell'infanzia, e lei ne è stata molto contenta. Tutti i genitori possono assistere alla lezione da dietro una vetrata, e capita così di chiacchierare con le altre mamme.
L'altro giorno mi è capitato quindi di parlare con la mamma della sua amichetta.
Ho provato ad affrontare diversi argomenti, ma la differenza di vedute era abissale...
Lei: -Sai, io alla mattina devo essere al lavoro alle 9, quindi sveglio E. alle 8 e alle 8,30 è già all'asilo.
Io: -Beh, brava, complimenti, siete velocissimi! Noi ci mettiamo un'ora e mezzo, per vestirli, lavarli, fare colazione...
Lei: -Eh no, ma E. la colazione non me la fa più. Da quando ha smesso a prendere il biberon, due mesi fa (a 4 anni???) non mangia più niente. Ma cosa vuoi, tanto anche io, se prendo un caffè alla mattina già è tanto!
Io: -Ehm, invece per noi la colazione è un momento di condivisione, la facciamo tutti e 4 insieme, seduti a tavola. E poi è il pasto più importante della giornata...
Lei: -...
Passano 5 minuti.
Lei: -Che ne pensi delle maestre della scuola materna di Fagiolina?
Io: -Eh, abbiamo avuto un inserimento un pochino difficile, sai, con tutte quelle nuove regole...
Lei: -Comunque, la scuola ha una marcia in più, i bambini alle elementari poi si trovano benissimo!
Io: -Sì, però ho saputo che all'ultimo anno di materna li scolarizzano molto, io non sono contenta, voglio che giochino...
Lei: -Ma no, che dici? Imparano a tenere bene l'astuccio, le loro cose, e poi imparano le letterine!
Io: -Ma tanto le letterine le fanno in prima elementare! Mi sembra che 'sti bimbi li facciano stare troppo seduti...
Lei: -No, no, va bene così! Cosa li vuoi far arrivare, come dei selvaggi alle elementari? Almeno si abituano fin da subito a stare sui banchi!
Vabè, allora mandiamoli a lavorare, che così imparano subito che tanto dovranno sgobbare tutta la vita!
Dopo altri 5 minuti:
Lei: -Hai visto che in classe di Fagiolina ci sono 3 bambini di meno quest'anno?
Io: -Sì, come mai?
Lei: -Eh, per esempio A. è passata direttamente all'ultimo anno, così andrà alle elementari un anno prima.
Io: -Ah. Ma perchè fanno queste cose? Sai, io i genitori che fanno anticipare la scuola ai bambini proprio non li capisco: io sono proprio contraria! E lasciamoli giocare 'sti poveri figli!
Gelo.
Poi mi sono ricordata: E., sua figlia, ha iniziato la materna a 2 anni, anzichè a 3, così da anticipare di un anno l'intero ciclo pre-scolastico e scolastico.
Mi sa che mi sono giocata l'amicizia di questa mamma.
L'altro giorno mi è capitato quindi di parlare con la mamma della sua amichetta.
Ho provato ad affrontare diversi argomenti, ma la differenza di vedute era abissale...
Lei: -Sai, io alla mattina devo essere al lavoro alle 9, quindi sveglio E. alle 8 e alle 8,30 è già all'asilo.
Io: -Beh, brava, complimenti, siete velocissimi! Noi ci mettiamo un'ora e mezzo, per vestirli, lavarli, fare colazione...
Lei: -Eh no, ma E. la colazione non me la fa più. Da quando ha smesso a prendere il biberon, due mesi fa (a 4 anni???) non mangia più niente. Ma cosa vuoi, tanto anche io, se prendo un caffè alla mattina già è tanto!
Io: -Ehm, invece per noi la colazione è un momento di condivisione, la facciamo tutti e 4 insieme, seduti a tavola. E poi è il pasto più importante della giornata...
Lei: -...
Passano 5 minuti.
Lei: -Che ne pensi delle maestre della scuola materna di Fagiolina?
Io: -Eh, abbiamo avuto un inserimento un pochino difficile, sai, con tutte quelle nuove regole...
Lei: -Comunque, la scuola ha una marcia in più, i bambini alle elementari poi si trovano benissimo!
Io: -Sì, però ho saputo che all'ultimo anno di materna li scolarizzano molto, io non sono contenta, voglio che giochino...
Lei: -Ma no, che dici? Imparano a tenere bene l'astuccio, le loro cose, e poi imparano le letterine!
Io: -Ma tanto le letterine le fanno in prima elementare! Mi sembra che 'sti bimbi li facciano stare troppo seduti...
Lei: -No, no, va bene così! Cosa li vuoi far arrivare, come dei selvaggi alle elementari? Almeno si abituano fin da subito a stare sui banchi!
Vabè, allora mandiamoli a lavorare, che così imparano subito che tanto dovranno sgobbare tutta la vita!
Dopo altri 5 minuti:
Lei: -Hai visto che in classe di Fagiolina ci sono 3 bambini di meno quest'anno?
Io: -Sì, come mai?
Lei: -Eh, per esempio A. è passata direttamente all'ultimo anno, così andrà alle elementari un anno prima.
Io: -Ah. Ma perchè fanno queste cose? Sai, io i genitori che fanno anticipare la scuola ai bambini proprio non li capisco: io sono proprio contraria! E lasciamoli giocare 'sti poveri figli!
Gelo.
Poi mi sono ricordata: E., sua figlia, ha iniziato la materna a 2 anni, anzichè a 3, così da anticipare di un anno l'intero ciclo pre-scolastico e scolastico.
Mi sa che mi sono giocata l'amicizia di questa mamma.
mercoledì 26 settembre 2012
Menù e spesa per 4 a meno di 100 euro a settimana: 24-30 settembre
Sono malata. Sono un catorcio. Tosse, raffreddore, mal di gola, febbre.
Abbiate pazienza. Ecco qua il menù e la spesa settimanale, cui ho aggiunto qualche precisazione sulle ricette. Siccome ho poca voglia di fare la spesa, ho arrangiato i pasti in modo da utilizzare per lo più ciò che avevo già in casa.
Passo e chiudo, per adesso.
pasta 500 g
pastina 200
carne macinata mista 500 g
insalata
riso 250 g
zucca 500 g
merluzzi: 5 piccoli
acciughe: 400 g
patate: 2 kg
verdure miste per brodo: carote, cipolle, zucchine, ecc..
melanzane: 1 tonda
spinaci surgelati: 1 busta
fagiolini: 500 g
ricotta: 250 g
passata di pomodoro: 1 barattolo
farina: 2 kg
pancetta: 1 fetta da 50 g
acciughe in scatola: 1 confezione
cipolle rosse: 1 kg
uova: 12
funghi: 500 g
farina per polenta: 500 g
toma piemontese: 200 g
burro: 500 g
fagioli secchi: 200 g
pomodorini: 500 g
cavolini di bruxelles: 300 g
wurstel di pollo BIO: 6
prosciutto cotto: 150
Philadelphia: 1 confezione piccola
mozzarelle: 3
Abbiate pazienza. Ecco qua il menù e la spesa settimanale, cui ho aggiunto qualche precisazione sulle ricette. Siccome ho poca voglia di fare la spesa, ho arrangiato i pasti in modo da utilizzare per lo più ciò che avevo già in casa.
Passo e chiudo, per adesso.
MENU' SETTIMANALE 24-30 SETTEMBRE
| GIORNO | PRANZO | CENA |
| LUNEDÌ | Spaghetti alla carbonara | Polpette di carne Insalata mista |
| MARTEDÌ | Risotto con zucca | Merluzzetti e acciughe al forno Insalata di patate |
| MERCOLEDÌ | Pancotto con passato di verdure Melanzane in potacchio | Piadine "finta pizza" con pomodoro e mozzarella |
| GIOVEDÌ | Gnudi di spinaci e ricotta con pomodoro e basilico | Muffins salati con zucca e pancetta Fagiolini in insalata |
| VENERDÌ | Pasta con acciughe e molliche di pane | Zuppa di cipolle gratinata Crepes ai funghi |
| SABATO | Polenta concia | Panini con “hamburger” di fagioli, pomodorini e insalata |
| DOMENICA | Pasta di farro con pesto rosa rapido Involtini di prosciutto cotto, formaggio spalmabile e carote | Cavolini di bruxelles e wurstel di pollo BIO saltati
in padella Patatine al cartoccio/fritte |
RICETTE:
Piadine “finta pizza”
con pomodoro e mozzarella (da una ricetta di E.Parodi)
Stendere su una piadina
grande un velo di passata di pomodoro, aggiungere mozzarella a
pezzetti, e completare a piacere come una pizza.
Terminare con un giro
d'olio, un pizzico di basilico e cuocere 5 minuti in forno caldo a
220°C. Se si usano piadine già confezionate salare con moderazione!
Melanzane in potacchio
Tagliare una melanzana a
listarelle e metterle a bagno in una ciotola con acqua e due cucchiai
di sale grosso per 30 minuti. Scaldare in una padella antiaderente
tre cucchiai d'olio e uno spicchio d'aglio, aggiungere la melanzana
ben strizzata dall'acqua amara e un rametto di rosmarino; far
rosolare 3 minuti, sfumare con vino bianco, e poi far cuocere
aggiungendo se necessario un po' d'acqua, per circa 20 minuti.
Aggiustare di sale.
Pasta con acciughe e
molliche di pane
Scaldare in una padella
abbondante olio con uno spicchio d'aglio facendo attenzione a non
farlo bruciare; appena è dorato toglierlo e aggiungere tutte le
acciughe di una scatoletta, schiacciandole con una forchetta fino a
che non siano disfatte. Aggiungere quindi la mollica di pane raffermo
sbriciolata (o anche pangrattato), girare costantemente fino a che non sarà ben dorata.
Versare il tutto su spaghetti o linguine al dente, completare (se
piace) con parmigiano o pecorino.
Pesto rosa rapido
Mettere nel mixer una
manciata di basilico, una manciata di mandorle, un cucchiaio di
ricotta, due cucchiai d'olio, un cucchiaio di passata di pomodoro e
un pizzico di sale; frullare fino a che non diventi una crema.
Muffins salati con zucca e
pancetta
Rosolare in padella la
pancetta tagliata a dadini. In una ciotola mischiare 200 g farina,
100 g parmigiano, la polpa della zucca lessata e schiacciato con la
forchetta, pepe, una bustina di lievito istantaneo per torte salate,
la pancetta. In un'altra ciotola mischiare 2 uova, 50 g olio di semi,
mezzo bicchiere di latte vegetale. Mischiare rapidamente liquidi e
solidi (aggiungere latte se l'impasto fosse troppo asciutto, o farina
se fosse troppo liquido), versare negli stampini da muffin e cuocere
30 minuti in forno a 180°C.
SPESA SETTIMANALE 24/30 SETTEMBRE
pastina 200
carne macinata mista 500 g
insalata
riso 250 g
zucca 500 g
merluzzi: 5 piccoli
acciughe: 400 g
patate: 2 kg
verdure miste per brodo: carote, cipolle, zucchine, ecc..
melanzane: 1 tonda
spinaci surgelati: 1 busta
fagiolini: 500 g
ricotta: 250 g
passata di pomodoro: 1 barattolo
farina: 2 kg
pancetta: 1 fetta da 50 g
acciughe in scatola: 1 confezione
cipolle rosse: 1 kg
uova: 12
funghi: 500 g
farina per polenta: 500 g
toma piemontese: 200 g
burro: 500 g
fagioli secchi: 200 g
pomodorini: 500 g
cavolini di bruxelles: 300 g
wurstel di pollo BIO: 6
prosciutto cotto: 150
Philadelphia: 1 confezione piccola
mozzarelle: 3
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