sabato 22 settembre 2012

La dottorina fantasma e il degrado sotto casa

POST PER STOMACI FORTI: SE SIETE IMPRESSIONABILI NON LEGGETE

Oggi mi gira male, e so benissimo perchè.
Nell'ultimo mese si è fatto un gran parlare, in questa nostra Italietta, della riforma delle cure primarie, del cosiddetto Decreto Balduzzi, dei medici di famiglia finalmente disponibili 24 ore su 24, di grandi studi associati, di cartella clinica elettronica, informatizzata, condivisa, supersonica!
I sindacati, i politici, i giornalisti tutti a riempirsi la bocca di rivoluzioni e misure straordinarie, tutti a dire che finalmente si mette fine quel buco assistenziale che c'era di notte e nei week-end, che finalmente i Pronto Soccorso non saranno più intasati di pazienti che non sanno a chi rivolgersi quando il medico di famiglia non c'è.
E poco conta che un esercito di dottorini-guardie mediche, come me, lavora tutte le notti, tutti i fine settimana, tutti i Natali, le Pasque e i ferragosti; poco conta che se non ci fossimo noi a fare da filtro, sul territorio, i Pronto Soccorso sarebbero gonfi di gente col mal di gola o con le punture d'insetto; poco conta che facciamo turni di 12 ore cascasse il mondo o venissero giù 2 metri di neve (come quest'inverno), senza maternità, senza allattamento, senza malattia, senza ferie pagate.

Oggi mi gira male perchè i medici di famiglia e i medici ospedalieri non fanno il loro mestiere. Perchè nelle case c'è gente che non sa dove sbattere la testa e allora chiama il dottorino di turno e lo implora di andare ad aiutare. E il dottorino ci va, e anche subito. Ma pare che questo, i politici, non lo sappiano.
Oggi mi chiama il figlio di un uomo di 74 anni, dimesso 3 giorni fa dall'ospedale ove era stato ricoverato per un ictus; il paziente è allettato ed emiparetico, e il figlio mentre lo cambiava si è accorto che aveva un cerotto   nella zona dell'osso sacro. Tolto il cerotto, è apparsa una piaga da decubito che ha gettato nel panico tutta la famiglia: come trattarla? come medicarla? Al telefono mi pregano di trovare un infermiere a domicilio per aiutarli a gestire la situazione. Contatto l'infermiere del distretto: mi dice che non può andare prima di lunedì, e che comunque serve la richiesta del medico curante. Di fronte alla preoccupazione dei familiari, decido di andare io a valutare la situazione.
Arrivata a casa del paziente, di fronte a figlio e moglie più che agitati, giro il paziente e constato che la situazione è disastrosa: una piaga profonda quasi fino all'osso e ampia quanto tutto il sacro fa bella mostra di sè. I familiari cascano dalle nuvole: in 3 giorni non si erano accorti quasi di nulla. Io non ho nè strumenti nè presidi per il trattamento di queste lesioni (trattamento che è comunque di competenza infermieristica), ma spiego loro come medicare le ferite in attesa che arrivi lunedì e che il medico di famiglia smuova il culo venga a vedere il suo paziente e attivi l'assistenza infermieristica domiciliare necessaria. Sguardi vacui accolgono le mie spiegazioni. Allora mi armo di pazienza, medico le ferite, mostro come fare, giro il paziente di qua e di là, spiego come lavarlo, come mettere una traversa, come mobilizzarlo in modo da non aggravare la situazione. E mentre lo faccio trovo altre lesioni, sul fianco, sui malleoli, e li mostro ai familiari, e li medico. Il figlio non aveva idea nemmeno di come toccare il padre. Poi osservo la bocca del paziente, e vedo una patina giallastra che ricopre lingua, gengive, dentiera. Chiedo da quanto non lavano la dentiera, e mi rispondono che non lo sanno, che in ospedale l'hanno sempre lasciata lì, nessuno ha detto loro di toglierla. Insomma, 'st'uomo aveva la dentiera da un mese, e nessuno gliela aveva tolta e lavata. La situazione poteva sembrare quasi comica, se non fosse stata in realtà tragica: io che tento di togliere la dentiera appiccicata al palato di quest'uomo, lui che si sforza di aiutarmi con la lingua ma la paresi glielo impedisce, i familiari che mi dicono di lasciar stare. Gli pulisco la bocca, che è piena di micosi, la lingua si spella e ferisce, sanguina; gli tolgo la dentiera, mostro come pulire la bocca, prescrivo un antimicotico. I familiari sembrano cadere dalle nuvole. La moglie mi porta un contenitore per mettere la dentiera che definirlo lercio è un complimento. "Ma signora, mi porti un bicchiere pulito, almeno!" "Eh, ma mio marito ha sempre usato questo...".
Sono incazzata. Sono impietosita. Sono affranta. Sono disgustata.
Cosa fare di fronte a queste situazioni di degrado, di abbandono?
Con chi prendersela?
1) Me la prendo con i medici ospedalieri, perchè sulla lettera di dimissione, lunga 3 pagine e mezzo di particolari elettrocardiografici e radiologici, NON FACEVANO ALCUN CENNO alle piaghe con cui l'avevano mandato a casa; perchè non si sono curati di istruire minimamente i familiari su come prendersi cura del loro caro; perchè in ospedale le piaghe NON DEVONO VENIRE, punto e basta; perchè non si sono preoccupati che l'ambiente che accoglieva il paziente fosse adeguato
2) Me la prendo col medico di famiglia: quando i familiari sono andati a portargli la lettera di dimissione e a farsi prescrivere cateteri, pannoloni e medicine ha fatto solo il suo compitino, ha trascritto le ricette, non si è neanche chiesto se era necessario visitarlo a domicilio, verificare le condizioni cliniche, attivare un'assistenza domiciliare o ricoverarlo in una struttura per lungodegenti; il medico di famiglia dovrebbe conoscere i suoi pazienti, la loro situazione familiare e ambientale, e di fronte ad un caso così delicato DOVEVA SAPERE che i familiari non sarebbero stati in grado di gestirlo adeguatamente
3) Me la prendo coi familiari (anche se sono le vittime, poveretti): io capisco che quando il livello culturale è molto basso e difficile anche porsi le domande, interrogarsi sul da farsi. Ma cazzo! Guardare nella bocca di un uomo e vedere che è pieno di croste e pappetta gialla puzzolente, rendersi conto che non toglie e lava la dentiera da un mese... Dio! Non ci vuole un genio! Gliel'avranno dato da mangiare, o no? Lo avranno cambiato il pannolone, o no? E possibile che quando l'hanno cambiato non si sono accorti che era tutto una piaga?

Oggi dovrei essere contenta, perchè in mezzo a tante scemenze di cui mi devo occupare quando lavoro in guardia medica, dai pizzichi di zanzare ai brufoli, oggi ho finalmente e veramente aiutato qualcuno. Eppure mi gira male, perchè io non esisto, i medici di guardia medica non esistono, sono solo dei fantasmi, mentre i medici veri sono gli altri, quelli che lavorano di giorno ma che -finalmente!- ci saranno anche di notte e nei fine settimana. Loro sono quelli bravi, quelli di cui tutti abbiamo bisogno. Mica noi, che puliamo le dentiere.


7 commenti:

  1. Se può consolarti, io penso continuamente che non sono nessuno. Io aiuto i miei pazienti in libera professione, lavoro 12 ore al giorno ma con orari miei, assisto persone bisognose anche al telefono e fuori orario, senza che io abbia il dovere di farlo; eppure continuo a sentirmi nessuno, al massimo uno psichiatra che cerca di trattare almeno una parte dell'emergenza, protetto dall'aura sacrale della libera professione. Nonostante ciò, nonostante lo scudo libero professionale di cui mi ammanto, continuo a sentirmi nessuno. Credo che questo sia un dramma comune per chi prende seriamente (ed eticamente) la questione sanitaria.

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    1. grazie Marcuz della solidarietà. Vedi però, tu come psichiatra hai almeno il tornaconto della stima da parte dei TUOI pazienti, che si rivolgono a te come singolo, come professionista. Non sei, nè per loro, nè per le istituzioni, nè per l'opinione pubblica, uno che ha la colpa di far parte di un sistema considerato "malfunzionante". So che un medico non dovrebbe ragionare con la bilancia, ma quando su un piatto c'è solo sfiducia, fatica, disistima, penso sia umano desiderare che sull'altro ci sia almeno la consapevolezza di essere utile, e anche che qualcuno riconosca questa tua utilità.

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  2. Margherita, massima ammirazione da parte nostra!...ma come farai???....me lo chiedo sempre, con 3 bimbi a buttar giù sti rospi...Un saluto e buona domenica. Aly

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  3. Ho letto il tuo blog nell'ultimo turno di guardia. E adesso son qua, solo, per le rimanenti 17 ore del mio festivo + notturno. Che dire, tutto condivisibile e sovrapponibile (anche qui nel "profondo" nord). Dispensar consigli in attesa che domani ritornino i "medici veri". E' naturale che ogni tanto ci si senta delle nullità. Non è naturale un sistema sanitario che porta a sentirci tale. Come minimo è un'immenso spreco di risorse e motivazione. E te lo dice uno che fa guardie da 10 anni, odiando, a volte, ogni singolo minuto dentro questa stanza!
    Un saluto
    Davide

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    1. Grazie Davide, mi fa piacere che tu mi abbia letto. E mi fa piacere sapere che la mia non è solo un'opinione personale. Io non odio il mio lavoro, mi piace e lo preferisco di gran lunga alle sostituzioni dei medici di medicina generale, dove sono poco più che una supplente scribacchina. Inoltre, per adesso, questo è il lavoro che meglio si concilia con le esigenze della mia famiglia.
      Devo dire che nell'ultimo mese ho spesso "sognato" uno sciopero di tutti i medici di continuità assistenziale, anche per un solo weekend: allora sì che i PS sarebbero incasinati! Allora sì che qualcuno si accorgerebbe che esistiamo! Ma siamo una realtà troppo frammentaria per organizzare una cosa del genere, purtroppo... Non odiare il tuo lavoro, è una missione!

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    2. Mission impossible! E manco somiglio a Tom Cruise...
      PS: ho partecipato all'ultimo sciopero di MMG-CA (poi annullato). Puoi solo dichiarare la partecipazione allo sciopero ma, visto il servizio di urgenza, non metterlo in pratica, pena eventuali denunce...che farsa.
      PSS: non odio il mio lavoro, odio solo farlo in certe situazioni e senza riconoscimenti.
      Ri-ciao e vado, le arzille vecchiette cardiopatiche mi aspettano!
      Davide

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  4. Per fortuna che ci sono Medici di Guardia come te Margherita,che fai il tuo lavoro per prima cosa perchè vuoi aiutare gli altri.Grazie di esistere e mi auguro che tu divenga presto Medico di famiglia e non perda mai questa tua capacità di sentirti al servizio della gente.
    Purtroppo non sono tutti così i medici e non solo quelli di guardia.Io penso che i medici di famiglia siano diventati scribacchini perchè ci li ha voluti far diventare il sistema.Tutti dovrebbero essere in grado di aiutare i loro pazienti e non solo di fare le ricette :dovrebbero visitare e non solo al telefono ,ma andare di persona specie quando ci sono anziani che stanno male e non si possono muovere.Inoltre non bisognerebbe essere costretti a prendere personale specializzato per occuparsi di un malato grave allettato ,ma la gente dovrebbe poter essere assistita in ospedale e in modo giusto sempre.Invece specie gli anziani li tengono il giusto necessario per fare la diagnosi .Poi ti rilasciano un foglio scritto (in "cinese" per i non addetti )e magari di sabato te lo fanno portare a casa dando rapide spiegazioni su quali medicine dargli e a che ora,ma senza alcuna spiegazione in merito a cateteri,flebo o altro :tanto per quello devi rivolgerti ai professionisti a pagamento e certamente in nero.Le piaghe se le tiene a meno che non abbia i soldi per comprare un letto adatto in casa con materasso gonfiabile anti decubito,perchè se lo richiedi e aspetti che te lo diano il povero vecchietto può anche morire prima di averlo. Se hai diritto all'accampagno devi far fare al malato allettato una visita (fissata al mese o due successivi a quando si è ammalato gravemente) al centro e prenotare l'ambulanza per portarglielo anche se il poveretto non riesce a muoversi e tutto questo strapazzarlo da un letto a un altro certo non lo aiuta.
    Io mi auguro soprattutto che in Italia cambi la mentalità dei medici e che assomiglino sempre di più a quelli come te ,perchè ti assicuro ne ho incontrati pochi.Poi gli altri cambiamenti per avere i medici di famiglia 24h su 24 ben vengano se serve a farli ridiventare Dottori e professionisti in grado di aiutarti al posto del pronto soccorso.


    Silvia

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