Ed eccoci quasi arrivati al traguardo del primo mese di nido per Nanetto.
Mamma mia, quanto sono diversi i bambini! Ti sembra di esserti comportato con loro allo stesso modo, di aver seguito le stesse regole, i geni di mamma e babbo sono sempre quelli, eppure...
Mi dicevo: ci sei già passata con Fagiolina, che sarà mai questo inserimento? Vedrai che sarà più o meno lo stesso! Anche il nido è lo stesso!!
Eh, no!
Nanetto è tutto di un'altra pasta.
Nanetto è il nostro patatino buono, non è Fagiolina-carroarmato.
E così anche io, per niente avvezza ai pianti di commiato mattutino (Fagiolina non ha mai fatto una lacrima) ho assaggiato l'amaro calice. E fa male, uuhhh, se fa male!
Le tappe dell'inserimento sono state:
1° giorno: io e Nanetto siamo stati insieme un'oretta al nido. Lui ha preso un pochino confidenza con gli ambienti e i giochi e ha conosciuto la sua educatrice di riferimento; un paio di volte è tornato da me per prendermi la mano, per la maggior parte del tempo si è ciucciato l'adorato dito.
2° giorno: io sono entrata con Nanetto, siamo stati insieme mezz'ora, poi l'ho salutato e sono uscita dall'aula per un'altra mezz'ora. Sono rimasta in una stanza vicina con l'orecchio teso e non ho sentito strepiti di sorta.
3° giorno: entrata con Nanetto, saluto quasi subito, attesa fuori un'ora. Durante quest'ora ho sentito una decina di minuti di pianto, vicino alla porta. Che pena! La maestra mi ha poi detto che andava bene così, perchè sembrava quasi, nei giorni precedenti, che Nanetto non avesse realizzato cosa stava succedendo, e che quindi non avesse avuto modo di reagire. Il suo pianto significava che si stava rendendo conto della novità.
Ecco, diciamo quindi che dal quarto giorno in poi Nanetto ha reagito.
I pianti, purtroppo, si sono ripetuti quasi ogni mattina. E poi Nanetto non piange urlando e strepitando, ma fa una lagna, un lamento straziante che ti distrugge psicologicamente. Lo saluti, gli dici "mamma torna fra poco, adesso va a lavorare e poi viene a prenderti" e ti senti di schifo. Ti vengono tutti i dubbi del mondo. Pensi che sei un'egoista e lo sottoponi a questo strazio mentre potresti evitarglielo (potresti??) e tenerlo a casa con te. Lo lasci solo 3 ore, ma non passano mai! Quando lo torni a prendere pendi dalle labbra dell'educatrice come se dalle sue parole dipendesse la vita o la morte. Desideri terribilmente che ti dica che, malgrado 5 minuti di lacrime iniziali, la giornata è poi andata liscia e serena, e il Nanetto ha giocato e si è divertito come un matto. Insomma... che ansia! E devi anche cercare di non trasmettergliela, perchè lui si accorge di tutto, e se si rende conto che non sei tranquilla, anche lui poi si sfiducia.
Vabè, per farla breve, pare che sia riuscita, in questa ultima settimana, a trovare la formula magica. Riti, riti e ancora riti. Tutte le mattine gli stessi riti. Nanetto nella ripetizione trova sicurezza e tranquillità. Si entra in macchina con il cappellino (che ormai è diventato il suo oggetto transizionale), lo prendo in braccio per uscire dall'auto, e mentre cammino dal parcheggio alla porta dell'asilo gli anticipo che andrò a lavorare, ma che tornerò presto presto a prenderlo (ho notato che se gli dico questa formula al momento di lasciarlo, quando è con la lacrima sul ciglio, già non mi ascolta più). Poi gli faccio suonare il campanello. Poi salutiamo le farfalle e i pupazzetti dell'atrio. Poi gli faccio bussare alla porta della sua aula. Infine lo lascio nelle braccia della maestra, lo saluto, lo bacio e me ne vado piuttosto rapidamente, senza ripensamenti e sguardi all'indietro. Mi deve vedere sicura. Fiduciosa. Tranquilla. Ecco!
Insomma, solo quest'ultima settimana Nanetto non ha pianto all'ingresso (e neanche io, a casa).
Durante la giornata Nanetto gioca, prende (e dà, credo) morsi e botte, si sfoga in Stanza Magica, mangia con appetito. Dimostra tutta la sua insofferenza attaccandosi ai suoi oggetti: non vuole togliere MAI il cappellino, non vuole essere spogliato, non vuole essere cambiato. Povere maestre! Lo so bene che piccolo mostro può diventare quando non vuole togliere il pannolino sporco! Non parlando ancora non è facile per lui esprimere bisogni e fastidi, per cui è necessario, per noi adulti, imparare ad interpretare i suoi gesti e le sue richieste non verbali. Ma mi sembra che qualcosa si stia muovendo, e anche Nanetto sta imparando a farsi capire sempre meglio.
Insomma, 'sto primo mese l'abbiamo sfangata.
Mi è tornata la gastrite.
Era dai tempi della specializzazione che non avevo più la gastrite.
Ma non ci devo pensare, perchè domani, lunedì, Nanetto dovrà avere ancora una volta al suo fianco una mamma sorridente e allegra, pronta a salutare farfalline e coniglietti e a traghettarlo verso mille nuove fantastiche avventureeeee!!!
Tri-mamma e Tri-babbo, Fagiolina, Nanetto e Fagiolino. Per prendere un gattino aspettiamo ancora un po'.
domenica 30 settembre 2012
sabato 29 settembre 2012
Opinioni diverse
Fagiolina ha iniziato da un paio di settimane a frequentare un corso di ginnastica artistica. Lì abbiamo incontrato la sua amichetta della scuola dell'infanzia, e lei ne è stata molto contenta. Tutti i genitori possono assistere alla lezione da dietro una vetrata, e capita così di chiacchierare con le altre mamme.
L'altro giorno mi è capitato quindi di parlare con la mamma della sua amichetta.
Ho provato ad affrontare diversi argomenti, ma la differenza di vedute era abissale...
Lei: -Sai, io alla mattina devo essere al lavoro alle 9, quindi sveglio E. alle 8 e alle 8,30 è già all'asilo.
Io: -Beh, brava, complimenti, siete velocissimi! Noi ci mettiamo un'ora e mezzo, per vestirli, lavarli, fare colazione...
Lei: -Eh no, ma E. la colazione non me la fa più. Da quando ha smesso a prendere il biberon, due mesi fa (a 4 anni???) non mangia più niente. Ma cosa vuoi, tanto anche io, se prendo un caffè alla mattina già è tanto!
Io: -Ehm, invece per noi la colazione è un momento di condivisione, la facciamo tutti e 4 insieme, seduti a tavola. E poi è il pasto più importante della giornata...
Lei: -...
Passano 5 minuti.
Lei: -Che ne pensi delle maestre della scuola materna di Fagiolina?
Io: -Eh, abbiamo avuto un inserimento un pochino difficile, sai, con tutte quelle nuove regole...
Lei: -Comunque, la scuola ha una marcia in più, i bambini alle elementari poi si trovano benissimo!
Io: -Sì, però ho saputo che all'ultimo anno di materna li scolarizzano molto, io non sono contenta, voglio che giochino...
Lei: -Ma no, che dici? Imparano a tenere bene l'astuccio, le loro cose, e poi imparano le letterine!
Io: -Ma tanto le letterine le fanno in prima elementare! Mi sembra che 'sti bimbi li facciano stare troppo seduti...
Lei: -No, no, va bene così! Cosa li vuoi far arrivare, come dei selvaggi alle elementari? Almeno si abituano fin da subito a stare sui banchi!
Vabè, allora mandiamoli a lavorare, che così imparano subito che tanto dovranno sgobbare tutta la vita!
Dopo altri 5 minuti:
Lei: -Hai visto che in classe di Fagiolina ci sono 3 bambini di meno quest'anno?
Io: -Sì, come mai?
Lei: -Eh, per esempio A. è passata direttamente all'ultimo anno, così andrà alle elementari un anno prima.
Io: -Ah. Ma perchè fanno queste cose? Sai, io i genitori che fanno anticipare la scuola ai bambini proprio non li capisco: io sono proprio contraria! E lasciamoli giocare 'sti poveri figli!
Gelo.
Poi mi sono ricordata: E., sua figlia, ha iniziato la materna a 2 anni, anzichè a 3, così da anticipare di un anno l'intero ciclo pre-scolastico e scolastico.
Mi sa che mi sono giocata l'amicizia di questa mamma.
L'altro giorno mi è capitato quindi di parlare con la mamma della sua amichetta.
Ho provato ad affrontare diversi argomenti, ma la differenza di vedute era abissale...
Lei: -Sai, io alla mattina devo essere al lavoro alle 9, quindi sveglio E. alle 8 e alle 8,30 è già all'asilo.
Io: -Beh, brava, complimenti, siete velocissimi! Noi ci mettiamo un'ora e mezzo, per vestirli, lavarli, fare colazione...
Lei: -Eh no, ma E. la colazione non me la fa più. Da quando ha smesso a prendere il biberon, due mesi fa (a 4 anni???) non mangia più niente. Ma cosa vuoi, tanto anche io, se prendo un caffè alla mattina già è tanto!
Io: -Ehm, invece per noi la colazione è un momento di condivisione, la facciamo tutti e 4 insieme, seduti a tavola. E poi è il pasto più importante della giornata...
Lei: -...
Passano 5 minuti.
Lei: -Che ne pensi delle maestre della scuola materna di Fagiolina?
Io: -Eh, abbiamo avuto un inserimento un pochino difficile, sai, con tutte quelle nuove regole...
Lei: -Comunque, la scuola ha una marcia in più, i bambini alle elementari poi si trovano benissimo!
Io: -Sì, però ho saputo che all'ultimo anno di materna li scolarizzano molto, io non sono contenta, voglio che giochino...
Lei: -Ma no, che dici? Imparano a tenere bene l'astuccio, le loro cose, e poi imparano le letterine!
Io: -Ma tanto le letterine le fanno in prima elementare! Mi sembra che 'sti bimbi li facciano stare troppo seduti...
Lei: -No, no, va bene così! Cosa li vuoi far arrivare, come dei selvaggi alle elementari? Almeno si abituano fin da subito a stare sui banchi!
Vabè, allora mandiamoli a lavorare, che così imparano subito che tanto dovranno sgobbare tutta la vita!
Dopo altri 5 minuti:
Lei: -Hai visto che in classe di Fagiolina ci sono 3 bambini di meno quest'anno?
Io: -Sì, come mai?
Lei: -Eh, per esempio A. è passata direttamente all'ultimo anno, così andrà alle elementari un anno prima.
Io: -Ah. Ma perchè fanno queste cose? Sai, io i genitori che fanno anticipare la scuola ai bambini proprio non li capisco: io sono proprio contraria! E lasciamoli giocare 'sti poveri figli!
Gelo.
Poi mi sono ricordata: E., sua figlia, ha iniziato la materna a 2 anni, anzichè a 3, così da anticipare di un anno l'intero ciclo pre-scolastico e scolastico.
Mi sa che mi sono giocata l'amicizia di questa mamma.
mercoledì 26 settembre 2012
Menù e spesa per 4 a meno di 100 euro a settimana: 24-30 settembre
Sono malata. Sono un catorcio. Tosse, raffreddore, mal di gola, febbre.
Abbiate pazienza. Ecco qua il menù e la spesa settimanale, cui ho aggiunto qualche precisazione sulle ricette. Siccome ho poca voglia di fare la spesa, ho arrangiato i pasti in modo da utilizzare per lo più ciò che avevo già in casa.
Passo e chiudo, per adesso.
pasta 500 g
pastina 200
carne macinata mista 500 g
insalata
riso 250 g
zucca 500 g
merluzzi: 5 piccoli
acciughe: 400 g
patate: 2 kg
verdure miste per brodo: carote, cipolle, zucchine, ecc..
melanzane: 1 tonda
spinaci surgelati: 1 busta
fagiolini: 500 g
ricotta: 250 g
passata di pomodoro: 1 barattolo
farina: 2 kg
pancetta: 1 fetta da 50 g
acciughe in scatola: 1 confezione
cipolle rosse: 1 kg
uova: 12
funghi: 500 g
farina per polenta: 500 g
toma piemontese: 200 g
burro: 500 g
fagioli secchi: 200 g
pomodorini: 500 g
cavolini di bruxelles: 300 g
wurstel di pollo BIO: 6
prosciutto cotto: 150
Philadelphia: 1 confezione piccola
mozzarelle: 3
Abbiate pazienza. Ecco qua il menù e la spesa settimanale, cui ho aggiunto qualche precisazione sulle ricette. Siccome ho poca voglia di fare la spesa, ho arrangiato i pasti in modo da utilizzare per lo più ciò che avevo già in casa.
Passo e chiudo, per adesso.
MENU' SETTIMANALE 24-30 SETTEMBRE
| GIORNO | PRANZO | CENA |
| LUNEDÌ | Spaghetti alla carbonara | Polpette di carne Insalata mista |
| MARTEDÌ | Risotto con zucca | Merluzzetti e acciughe al forno Insalata di patate |
| MERCOLEDÌ | Pancotto con passato di verdure Melanzane in potacchio | Piadine "finta pizza" con pomodoro e mozzarella |
| GIOVEDÌ | Gnudi di spinaci e ricotta con pomodoro e basilico | Muffins salati con zucca e pancetta Fagiolini in insalata |
| VENERDÌ | Pasta con acciughe e molliche di pane | Zuppa di cipolle gratinata Crepes ai funghi |
| SABATO | Polenta concia | Panini con “hamburger” di fagioli, pomodorini e insalata |
| DOMENICA | Pasta di farro con pesto rosa rapido Involtini di prosciutto cotto, formaggio spalmabile e carote | Cavolini di bruxelles e wurstel di pollo BIO saltati
in padella Patatine al cartoccio/fritte |
RICETTE:
Piadine “finta pizza”
con pomodoro e mozzarella (da una ricetta di E.Parodi)
Stendere su una piadina
grande un velo di passata di pomodoro, aggiungere mozzarella a
pezzetti, e completare a piacere come una pizza.
Terminare con un giro
d'olio, un pizzico di basilico e cuocere 5 minuti in forno caldo a
220°C. Se si usano piadine già confezionate salare con moderazione!
Melanzane in potacchio
Tagliare una melanzana a
listarelle e metterle a bagno in una ciotola con acqua e due cucchiai
di sale grosso per 30 minuti. Scaldare in una padella antiaderente
tre cucchiai d'olio e uno spicchio d'aglio, aggiungere la melanzana
ben strizzata dall'acqua amara e un rametto di rosmarino; far
rosolare 3 minuti, sfumare con vino bianco, e poi far cuocere
aggiungendo se necessario un po' d'acqua, per circa 20 minuti.
Aggiustare di sale.
Pasta con acciughe e
molliche di pane
Scaldare in una padella
abbondante olio con uno spicchio d'aglio facendo attenzione a non
farlo bruciare; appena è dorato toglierlo e aggiungere tutte le
acciughe di una scatoletta, schiacciandole con una forchetta fino a
che non siano disfatte. Aggiungere quindi la mollica di pane raffermo
sbriciolata (o anche pangrattato), girare costantemente fino a che non sarà ben dorata.
Versare il tutto su spaghetti o linguine al dente, completare (se
piace) con parmigiano o pecorino.
Pesto rosa rapido
Mettere nel mixer una
manciata di basilico, una manciata di mandorle, un cucchiaio di
ricotta, due cucchiai d'olio, un cucchiaio di passata di pomodoro e
un pizzico di sale; frullare fino a che non diventi una crema.
Muffins salati con zucca e
pancetta
Rosolare in padella la
pancetta tagliata a dadini. In una ciotola mischiare 200 g farina,
100 g parmigiano, la polpa della zucca lessata e schiacciato con la
forchetta, pepe, una bustina di lievito istantaneo per torte salate,
la pancetta. In un'altra ciotola mischiare 2 uova, 50 g olio di semi,
mezzo bicchiere di latte vegetale. Mischiare rapidamente liquidi e
solidi (aggiungere latte se l'impasto fosse troppo asciutto, o farina
se fosse troppo liquido), versare negli stampini da muffin e cuocere
30 minuti in forno a 180°C.
SPESA SETTIMANALE 24/30 SETTEMBRE
pastina 200
carne macinata mista 500 g
insalata
riso 250 g
zucca 500 g
merluzzi: 5 piccoli
acciughe: 400 g
patate: 2 kg
verdure miste per brodo: carote, cipolle, zucchine, ecc..
melanzane: 1 tonda
spinaci surgelati: 1 busta
fagiolini: 500 g
ricotta: 250 g
passata di pomodoro: 1 barattolo
farina: 2 kg
pancetta: 1 fetta da 50 g
acciughe in scatola: 1 confezione
cipolle rosse: 1 kg
uova: 12
funghi: 500 g
farina per polenta: 500 g
toma piemontese: 200 g
burro: 500 g
fagioli secchi: 200 g
pomodorini: 500 g
cavolini di bruxelles: 300 g
wurstel di pollo BIO: 6
prosciutto cotto: 150
Philadelphia: 1 confezione piccola
mozzarelle: 3
sabato 22 settembre 2012
La dottorina fantasma e il degrado sotto casa
POST PER STOMACI FORTI: SE SIETE IMPRESSIONABILI NON LEGGETE
Oggi mi gira male, e so benissimo perchè.
Nell'ultimo mese si è fatto un gran parlare, in questa nostra Italietta, della riforma delle cure primarie, del cosiddetto Decreto Balduzzi, dei medici di famiglia finalmente disponibili 24 ore su 24, di grandi studi associati, di cartella clinica elettronica, informatizzata, condivisa, supersonica!
I sindacati, i politici, i giornalisti tutti a riempirsi la bocca di rivoluzioni e misure straordinarie, tutti a dire che finalmente si mette fine quel buco assistenziale che c'era di notte e nei week-end, che finalmente i Pronto Soccorso non saranno più intasati di pazienti che non sanno a chi rivolgersi quando il medico di famiglia non c'è.
E poco conta che un esercito di dottorini-guardie mediche, come me, lavora tutte le notti, tutti i fine settimana, tutti i Natali, le Pasque e i ferragosti; poco conta che se non ci fossimo noi a fare da filtro, sul territorio, i Pronto Soccorso sarebbero gonfi di gente col mal di gola o con le punture d'insetto; poco conta che facciamo turni di 12 ore cascasse il mondo o venissero giù 2 metri di neve (come quest'inverno), senza maternità, senza allattamento, senza malattia, senza ferie pagate.
Oggi mi gira male perchè i medici di famiglia e i medici ospedalieri non fanno il loro mestiere. Perchè nelle case c'è gente che non sa dove sbattere la testa e allora chiama il dottorino di turno e lo implora di andare ad aiutare. E il dottorino ci va, e anche subito. Ma pare che questo, i politici, non lo sappiano.
Oggi mi chiama il figlio di un uomo di 74 anni, dimesso 3 giorni fa dall'ospedale ove era stato ricoverato per un ictus; il paziente è allettato ed emiparetico, e il figlio mentre lo cambiava si è accorto che aveva un cerotto nella zona dell'osso sacro. Tolto il cerotto, è apparsa una piaga da decubito che ha gettato nel panico tutta la famiglia: come trattarla? come medicarla? Al telefono mi pregano di trovare un infermiere a domicilio per aiutarli a gestire la situazione. Contatto l'infermiere del distretto: mi dice che non può andare prima di lunedì, e che comunque serve la richiesta del medico curante. Di fronte alla preoccupazione dei familiari, decido di andare io a valutare la situazione.
Arrivata a casa del paziente, di fronte a figlio e moglie più che agitati, giro il paziente e constato che la situazione è disastrosa: una piaga profonda quasi fino all'osso e ampia quanto tutto il sacro fa bella mostra di sè. I familiari cascano dalle nuvole: in 3 giorni non si erano accorti quasi di nulla. Io non ho nè strumenti nè presidi per il trattamento di queste lesioni (trattamento che è comunque di competenza infermieristica), ma spiego loro come medicare le ferite in attesa che arrivi lunedì e che il medico di famigliasmuova il culo venga a vedere il suo paziente e attivi l'assistenza infermieristica domiciliare necessaria. Sguardi vacui accolgono le mie spiegazioni. Allora mi armo di pazienza, medico le ferite, mostro come fare, giro il paziente di qua e di là, spiego come lavarlo, come mettere una traversa, come mobilizzarlo in modo da non aggravare la situazione. E mentre lo faccio trovo altre lesioni, sul fianco, sui malleoli, e li mostro ai familiari, e li medico. Il figlio non aveva idea nemmeno di come toccare il padre. Poi osservo la bocca del paziente, e vedo una patina giallastra che ricopre lingua, gengive, dentiera. Chiedo da quanto non lavano la dentiera, e mi rispondono che non lo sanno, che in ospedale l'hanno sempre lasciata lì, nessuno ha detto loro di toglierla. Insomma, 'st'uomo aveva la dentiera da un mese, e nessuno gliela aveva tolta e lavata. La situazione poteva sembrare quasi comica, se non fosse stata in realtà tragica: io che tento di togliere la dentiera appiccicata al palato di quest'uomo, lui che si sforza di aiutarmi con la lingua ma la paresi glielo impedisce, i familiari che mi dicono di lasciar stare. Gli pulisco la bocca, che è piena di micosi, la lingua si spella e ferisce, sanguina; gli tolgo la dentiera, mostro come pulire la bocca, prescrivo un antimicotico. I familiari sembrano cadere dalle nuvole. La moglie mi porta un contenitore per mettere la dentiera che definirlo lercio è un complimento. "Ma signora, mi porti un bicchiere pulito, almeno!" "Eh, ma mio marito ha sempre usato questo...".
Sono incazzata. Sono impietosita. Sono affranta. Sono disgustata.
Cosa fare di fronte a queste situazioni di degrado, di abbandono?
Con chi prendersela?
1) Me la prendo con i medici ospedalieri, perchè sulla lettera di dimissione, lunga 3 pagine e mezzo di particolari elettrocardiografici e radiologici, NON FACEVANO ALCUN CENNO alle piaghe con cui l'avevano mandato a casa; perchè non si sono curati di istruire minimamente i familiari su come prendersi cura del loro caro; perchè in ospedale le piaghe NON DEVONO VENIRE, punto e basta; perchè non si sono preoccupati che l'ambiente che accoglieva il paziente fosse adeguato
2) Me la prendo col medico di famiglia: quando i familiari sono andati a portargli la lettera di dimissione e a farsi prescrivere cateteri, pannoloni e medicine ha fatto solo il suo compitino, ha trascritto le ricette, non si è neanche chiesto se era necessario visitarlo a domicilio, verificare le condizioni cliniche, attivare un'assistenza domiciliare o ricoverarlo in una struttura per lungodegenti; il medico di famiglia dovrebbe conoscere i suoi pazienti, la loro situazione familiare e ambientale, e di fronte ad un caso così delicato DOVEVA SAPERE che i familiari non sarebbero stati in grado di gestirlo adeguatamente
3) Me la prendo coi familiari (anche se sono le vittime, poveretti): io capisco che quando il livello culturale è molto basso e difficile anche porsi le domande, interrogarsi sul da farsi. Ma cazzo! Guardare nella bocca di un uomo e vedere che è pieno di croste e pappetta gialla puzzolente, rendersi conto che non toglie e lava la dentiera da un mese... Dio! Non ci vuole un genio! Gliel'avranno dato da mangiare, o no? Lo avranno cambiato il pannolone, o no? E possibile che quando l'hanno cambiato non si sono accorti che era tutto una piaga?
Oggi dovrei essere contenta, perchè in mezzo a tante scemenze di cui mi devo occupare quando lavoro in guardia medica, dai pizzichi di zanzare ai brufoli, oggi ho finalmente e veramente aiutato qualcuno. Eppure mi gira male, perchè io non esisto, i medici di guardia medica non esistono, sono solo dei fantasmi, mentre i medici veri sono gli altri, quelli che lavorano di giorno ma che -finalmente!- ci saranno anche di notte e nei fine settimana. Loro sono quelli bravi, quelli di cui tutti abbiamo bisogno. Mica noi, che puliamo le dentiere.
Oggi mi gira male, e so benissimo perchè.
Nell'ultimo mese si è fatto un gran parlare, in questa nostra Italietta, della riforma delle cure primarie, del cosiddetto Decreto Balduzzi, dei medici di famiglia finalmente disponibili 24 ore su 24, di grandi studi associati, di cartella clinica elettronica, informatizzata, condivisa, supersonica!
I sindacati, i politici, i giornalisti tutti a riempirsi la bocca di rivoluzioni e misure straordinarie, tutti a dire che finalmente si mette fine quel buco assistenziale che c'era di notte e nei week-end, che finalmente i Pronto Soccorso non saranno più intasati di pazienti che non sanno a chi rivolgersi quando il medico di famiglia non c'è.
E poco conta che un esercito di dottorini-guardie mediche, come me, lavora tutte le notti, tutti i fine settimana, tutti i Natali, le Pasque e i ferragosti; poco conta che se non ci fossimo noi a fare da filtro, sul territorio, i Pronto Soccorso sarebbero gonfi di gente col mal di gola o con le punture d'insetto; poco conta che facciamo turni di 12 ore cascasse il mondo o venissero giù 2 metri di neve (come quest'inverno), senza maternità, senza allattamento, senza malattia, senza ferie pagate.
Oggi mi gira male perchè i medici di famiglia e i medici ospedalieri non fanno il loro mestiere. Perchè nelle case c'è gente che non sa dove sbattere la testa e allora chiama il dottorino di turno e lo implora di andare ad aiutare. E il dottorino ci va, e anche subito. Ma pare che questo, i politici, non lo sappiano.
Oggi mi chiama il figlio di un uomo di 74 anni, dimesso 3 giorni fa dall'ospedale ove era stato ricoverato per un ictus; il paziente è allettato ed emiparetico, e il figlio mentre lo cambiava si è accorto che aveva un cerotto nella zona dell'osso sacro. Tolto il cerotto, è apparsa una piaga da decubito che ha gettato nel panico tutta la famiglia: come trattarla? come medicarla? Al telefono mi pregano di trovare un infermiere a domicilio per aiutarli a gestire la situazione. Contatto l'infermiere del distretto: mi dice che non può andare prima di lunedì, e che comunque serve la richiesta del medico curante. Di fronte alla preoccupazione dei familiari, decido di andare io a valutare la situazione.
Arrivata a casa del paziente, di fronte a figlio e moglie più che agitati, giro il paziente e constato che la situazione è disastrosa: una piaga profonda quasi fino all'osso e ampia quanto tutto il sacro fa bella mostra di sè. I familiari cascano dalle nuvole: in 3 giorni non si erano accorti quasi di nulla. Io non ho nè strumenti nè presidi per il trattamento di queste lesioni (trattamento che è comunque di competenza infermieristica), ma spiego loro come medicare le ferite in attesa che arrivi lunedì e che il medico di famiglia
Sono incazzata. Sono impietosita. Sono affranta. Sono disgustata.
Cosa fare di fronte a queste situazioni di degrado, di abbandono?
Con chi prendersela?
1) Me la prendo con i medici ospedalieri, perchè sulla lettera di dimissione, lunga 3 pagine e mezzo di particolari elettrocardiografici e radiologici, NON FACEVANO ALCUN CENNO alle piaghe con cui l'avevano mandato a casa; perchè non si sono curati di istruire minimamente i familiari su come prendersi cura del loro caro; perchè in ospedale le piaghe NON DEVONO VENIRE, punto e basta; perchè non si sono preoccupati che l'ambiente che accoglieva il paziente fosse adeguato
2) Me la prendo col medico di famiglia: quando i familiari sono andati a portargli la lettera di dimissione e a farsi prescrivere cateteri, pannoloni e medicine ha fatto solo il suo compitino, ha trascritto le ricette, non si è neanche chiesto se era necessario visitarlo a domicilio, verificare le condizioni cliniche, attivare un'assistenza domiciliare o ricoverarlo in una struttura per lungodegenti; il medico di famiglia dovrebbe conoscere i suoi pazienti, la loro situazione familiare e ambientale, e di fronte ad un caso così delicato DOVEVA SAPERE che i familiari non sarebbero stati in grado di gestirlo adeguatamente
3) Me la prendo coi familiari (anche se sono le vittime, poveretti): io capisco che quando il livello culturale è molto basso e difficile anche porsi le domande, interrogarsi sul da farsi. Ma cazzo! Guardare nella bocca di un uomo e vedere che è pieno di croste e pappetta gialla puzzolente, rendersi conto che non toglie e lava la dentiera da un mese... Dio! Non ci vuole un genio! Gliel'avranno dato da mangiare, o no? Lo avranno cambiato il pannolone, o no? E possibile che quando l'hanno cambiato non si sono accorti che era tutto una piaga?
Oggi dovrei essere contenta, perchè in mezzo a tante scemenze di cui mi devo occupare quando lavoro in guardia medica, dai pizzichi di zanzare ai brufoli, oggi ho finalmente e veramente aiutato qualcuno. Eppure mi gira male, perchè io non esisto, i medici di guardia medica non esistono, sono solo dei fantasmi, mentre i medici veri sono gli altri, quelli che lavorano di giorno ma che -finalmente!- ci saranno anche di notte e nei fine settimana. Loro sono quelli bravi, quelli di cui tutti abbiamo bisogno. Mica noi, che puliamo le dentiere.
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domenica 16 settembre 2012
Menù e spesa per 4 a meno di 100 euro a settimana: 17-22 settembre
Qui trovate le indicazioni generali per i miei menù a meno di 100 euro a settimana.
In frigo e in dispensa mi sono rimaste alcune cose da smaltire: carote, pasta, ceci secchi, orzo perlato, qualche uovo, gli gnocchi che avevo fatto due settimane fa e congelato. Mercoledì sarà il mio compleanno, e vorrei regalarmi anche un dolcetto da condividere con la famigliuola: ne ho trovato uno su Veganblog.it che mi ha parecchio incuriosita, vediamo se trovo il tempo di farlo. Se il regalo che ho chiesto a GF arriverà in tempo, magari riesco anche a fare i tortelli di zucca per sabato! ;-)
Dalla scorsa settimana Fagiolina e Nanetto pranzano all'asilo, perciò il pranzo lo preparo solo per me e GF; in compenso, per cena ho deciso di abbondare con pesce e vegetali, dal momento che i bimbi si mangiano la carne due volte a settimana a scuola. Ci sono inoltre un sacco di erbe aromatiche sul balcone di mia madre che aspettano di essere consumate o conservate per l'inverno: mica vorremo farle morire di freddo senza l'onore di essere utilizzate?
Infine, ecco qui un link con l'elenco della frutta e verdura di stagione mese per mese.
Nel menù trovate anche qualche link alle ricette cui mi ispiro.
MENU' SETTIMANALE 17-23 SETTEMBRE
| GIORNO | PRANZO | CENA |
| LUNEDÌ | Pasta con melanzane in bianco Porri in agrodolce | Pane pita con falafel, salsa allo yogurt, pomodorini e insalata |
| MARTEDÌ | Patate al cartoccio con crema di yogurt e funghi | Polpettone di pesce Insalata mista |
| MERCOLEDÌ | Risotto all'ortolana Bietole al limone | Involtini di pollo Carote in insalata Mousse di fagioli al cioccolato |
| GIOVEDÌ | Gnocchi di patate al pomodoro Radicchio al forno | Zuppa di legumi e cereali con crostini di pane |
| VENERDÌ | Spaghetti al pesto di erbe aromatiche e mandorle Piadine con Philadelphia e Rucola | Branzini al cartoccio con funghi e olive Patate al forno |
| SABATO | Minestrone di orzo | Torta salata con ricotta e broccoletti |
| DOMENICA | Tortelli di zucca alla ferrarese* Fagiolini | Bresaola con rucola e parmigiano Bruschette miste |
*cioè senza amaretti e senza mostarda, conditi con burro (o olio) e formaggio
SPESA SETTIMANALE 17/22 SETTEMBRE
pomodorini 500 g
melanzane 300 g
porri 600 g
yogurt greco. 2 confezioni
insalata: 2 cespi
farina semiintegrale 2 kg
farina integrale 1 kg
cipolle: 2
patate: 2 kg
filetto di pesce fresco: 400 g
uova: 6
riso: 500 g
bietole: 600 g
petto di pollo: 6 fettine
radicchio: 2 cespi
branzini: 1 kg
olive nere: 1 barattolo
funghi misti: 500 g
broccoli: 300 g
fagiolini: 1 kg
rucola: 1 mazzetto
latte. 1 litro avena, 1 litro riso
bresaola: 300 g
zucca: 1 kg
pancetta affumicata: 100 g
frutta: 3 kg mista
pannolini
cereali misti per colazione
pancetta affumicata: 100 g
porri 600 g
yogurt greco. 2 confezioni
insalata: 2 cespi
farina semiintegrale 2 kg
farina integrale 1 kg
cipolle: 2
patate: 2 kg
filetto di pesce fresco: 400 g
uova: 6
riso: 500 g
bietole: 600 g
petto di pollo: 6 fettine
radicchio: 2 cespi
branzini: 1 kg
olive nere: 1 barattolo
funghi misti: 500 g
broccoli: 300 g
fagiolini: 1 kg
rucola: 1 mazzetto
latte. 1 litro avena, 1 litro riso
bresaola: 300 g
zucca: 1 kg
pancetta affumicata: 100 g
frutta: 3 kg mista
pannolini
cereali misti per colazione
pancetta affumicata: 100 g
ricotta: 250 g
carote: 500 g
carote: 500 g
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sabato 15 settembre 2012
Come riutilizzare le boccette vuote
Il trasloco mi costringe a fare pulizia del superfluo ed eliminare (per quanto possibile) ciò che non serve più. Tutti in casa abbiamo una miriade di flaconcini-campione aperti da tempo: li abbiamo lasciati lì dicendoci che sarebbero stati utili, magari in viaggio.
E poi sono scaduti. Eh sì, perchè i cosmetici, i detergenti, le creme, ecc... scadono dopo 6 o 12 mesi (quelli naturali, che contengono pochi conservanti, ancora meno).
Io ho deciso di riutilizzarli così: ho staccato le etichette originarie, ho stampato un po' di etichette scaricate da Google immagini e le ho incollate sui flaconcini.
I miei bimbi adorano giocare con la cucina giocattolo che ho costruito "pimpando" un comodino IKEA: questi staranno benissimo nella dispensa!
E poi sono scaduti. Eh sì, perchè i cosmetici, i detergenti, le creme, ecc... scadono dopo 6 o 12 mesi (quelli naturali, che contengono pochi conservanti, ancora meno).
Io ho deciso di riutilizzarli così: ho staccato le etichette originarie, ho stampato un po' di etichette scaricate da Google immagini e le ho incollate sui flaconcini.
I miei bimbi adorano giocare con la cucina giocattolo che ho costruito "pimpando" un comodino IKEA: questi staranno benissimo nella dispensa!
venerdì 14 settembre 2012
Riciclo estremo
Chi avrebbe il coraggio di mangiare due pesche ridotte così?
Io!!
Su una bella crostata, con una manciata di mandorle a pezzi:
Gnam gnam!!
Io!!
Su una bella crostata, con una manciata di mandorle a pezzi:
Gnam gnam!!
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