domenica 31 luglio 2011

Supereroi

GF ha una maglietta, comprata ad un mercatino di Londra, che rappresenta un Batman panzone stravaccato su una poltrona a leggere e Robin che gli stira le camicie.

"Fagiolina, come si chiama questo qua che sta stirando?"
"Mhh...Robinne!"
"E quest'altro qua che sta leggendo?"
"Mhh... BANCOMAT!"

Eh, questo sì che sarebbe un supereroe utile!

venerdì 29 luglio 2011

Esperienze al nido - 2: La psicomotricità

Io, figlia di una maestra elementare, sento parlare di psicomotricità fin da quando ero bambina. Non avevo mai capito di cosa si trattasse con esattezza: immaginavo che i bambini a scuola facessero una specie di sport, chessò, una ginnastica pensata, o un pensare ginnasticoso. Anche perchè mi risultava difficile figurarmi mia madre che correva per la palestra o faceva gli addominali. E chi la conosce sa perchè.



Quando all'inizio dell'anno scolastico le educatrici di Fagiolina ci presentarono gli ambienti e le attività quotidiane del nido, posero grande enfasi sulla "Stanza magica": una grande sala piena di tappetoni, cuscini, stoffe, cordicelle, palle di ogni dimensione, dove i bambini sono liberi di scatenarsi e sfruttare liberamente tutto lo spazio e i materiali a loro disposizione. Nella Stanza magica si può correre, ballare, strillare, fare le capriole per terra e stare scalzi: bisogna rispettare le uniche regole di non farsi male e di non farne agli altri. Successivamente, i bambini sono invitati a rilassarsi e riposare; quindi si dedicano al disegno. Fagiolina, da bimba selvatica quale è, ha mostrato subito una particolare predilezione per la Stanza magica, e sia dalle sue parole che da quelle delle maestre abbiamo constatato che era uno dei suoi momenti preferiti al nido. Io ho sempre pensato: "Però, furbille 'ste maestre! Li fanno scatenare per bene, così poi i bimbi, almeno per un po', se ne stanno tranquillini!".
E invece no.
Non si tratta di una furbata. Si tratta proprio della famosa psicomotricità.
Ho avuto l'illuminazione grazie, ancora una volta, al libro dei lavori di Fagiolina. La Stanza magica mi si è rivelata quindi come uno strumento educativo molto potente. In fondo, bastava che leggessi con maggiore attenzione il progetto educativo* che il nido ci aveva fornito ad inizio anno: c'era scritto tutto!

Psicomotricità
Il metodo psicomotorio favorisce il processo di identità e crescita del bambino utilizzando:
  1. il gioco, dove tutto può essere sperimentato e dove ognuno può scegliere le soluzioni più adatte alla realizzazione di sé;
  2. il corpo, come sede della comunicazione non verbale, protagonista dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale.
La psicomotricità attraverso l’osservazione e le conoscenze delle tappe di sviluppo del bambino e le problematiche ad esse relative entra con tatto nel gioco del bambino, aiutandolo se necessario nell’evoluzione delle sue problematiche.
Le attività di psicomotricità avvengono attraverso l’utilizzo di oggetti e materiali particolari: materie morbide e dalle forme indefinite, quali stoffe e cuscini; palle di diverse dimensioni, consistenze e colori; corde di diverse lunghezze e consistenze; cerchi di diverse dimensioni; tubi o “bastoni” sia rigidi che morbidi;“materiale da costruzione”, ovvero cubi, parallelepipedi e cilindri che permettono di dar forma a paesaggi e scenari fantastici.
La psicomotricista annota le fasi più significative del vissuto  di ogni bambino.
Alla fase di gioco in movimento segue una fase di rielaborazione grafica per condividere le esperienze vissute e stimolare la coscienza rispetto ai messaggi che ognuno veicola con i propri gesti e comportamenti coscienti o inconsci; per questo al termine della seduta il bambino depone le emozioni del suo vissuto con il disegno.

Sfogliando il librone di Fagiolina ecco i commenti delle educatrici ai disegni fatti dopo la "seduta" di psicomotricità:
A settembre:
"Utilizza tutto lo spazio della stanza magica, gioca soprattutto con le stoffe, le piace farsi dondolare sulla palla grande e farsi coccolare. Ha quasi sempre un'espressione sorridente [...] Disegna con impegno e scegliendo accuratamente i colori [...]"

Stavano per arrivare parecchi cambiamenti. Ecco cosa scriveva Roby tre giorni dopo la nascita di Nanetto (io ero ancora in ospedale):
"Insiste per entrare nella stanza magica e la accontento. Inizialmente gioca con le stoffe, poi si rotola sui cuscinoni. Mi cerca per salire sulla palla grande e per farcela dondolare sopra. Ogni tanto è infastidita da una bambina, ma non si difende come ha fatto altre volte, scoppia subito a piangere. Provo a suggerirle di reagire, di rispondere che non vuole all'altra bambina, ma sembra più abbattuta, così per oggi decido di difenderla, ed intervengo quando la vedo in difficoltà [...] durante il riposo si sdraia su un cuscino e si copre con una stoffa celeste. Disegna a lungo."

Fagiolina sulle prime reagì bene alla nascita del fratellino, tanto da stupirci molto. La bomba scoppiò un mese dopo, con crisi di pianto e capricci. Al nido:
"Cerca molto il contatto corporeo, ogni tanto mi abbraccia, le piace quando la avvolgo con una stoffa e la trascino per la stanza, poi la sollevo e la dondolo sempre nella stoffa." 
E durante il periodo più difficile:
"Oggi non è serena come al solito, gioca sempre con le stoffe, ci si copre, vuole essere dondolata sulla palla, ma soprattutto cerca molte coccole e vuole stare in braccio. La accontento."

Il librone non manca di spiegarci anche il significato degli oggetti:
Materiali informi (stoffe, cuscini, acqua) rappresentano il vissuto concreto della prima fase della vita. E' il passaggio dall'appagante sicurezza del contenimento materno (all'interno del quale non c'è però alcuna evoluzione, crescita, riconoscimento di sè) ai rischi e alle responsabilità (ma anche alle grandi soddisfazioni) del vivere e del doversi battere per realizzare i propri desideri.
Palla di gomma morbida, più o meno grande, è il simbolo dell'individualità. Le palle grandi possono rappresentare un corpo grande o parti di esso (pancia, seno)  sul quale abbandonarsi e ricercare sensazioni di intenso piacere e di forte regressione. Per un bambino la palla media è spesso l'immagine di sè stesso, mentre le palle piccole possono rappresentare parti di sè o "pezzi" della sua identità non ancora integrate. Spesso vengono tenute insieme come dei beni preziosi.


E' incredibile come riusciamo ad assistere ai moti più reconditi dell'animo di un bambino (moti di cui il bambino stesso ha scarsa percezione) grazie a dei materiali così semplici. Le educatrici, che semplicemente hanno offerto gli strumenti giusti al momento giusto e sono poi restate ad osservare, ci hanno aperto una finestra sull'anima di Fagiolina!


*Ancora una volta mi rendo conto di come siamo stati fortunati a poter mandare Fagiolina in questo nido. Ho scoperto che non è così scontato che un nido, o una scuola materna, abbiano e forniscano un progetto educativo chiaro, ampio e interessante come quello che ci è stato consegnato (e che comunque si poteva anche scaricare da internet dal sito dell'azienda che lo gestisce). 

mercoledì 27 luglio 2011

L'educazione alla libertà

In questi giorni ho parecchio da lavorare, tra guardie notturne e sostituzioni diurne, per cui sono un pochino assente dal blog. Ho iniziato da poco il libro "Educare alla libertà", che riassume alcune pagine de "Il metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile delle case dei Bambini", di Maria Montessori.



Che donna!

"Un metodo educativo che abbia per base la libertà deve intervenire per aiutare il bambino a conquistarla e deve avere per mira la sua liberazione da quei legami che ne limitano le manifestazioni spontanee. A mano a mano che il bambino procederà per questa via, le sue manifestazioni spontanee saranno più limpide di verità, rivelatrici della sua natura. Ecco perchè la prima forma di intervento educativo deve avere lo scopo di condurre il bambino sulle vie dell'indipendenza."

Tutto questo lo scriveva 100 anni fa.

Per questa estate mi sono regalata anche: "Il bambino in famiglia" e "L'autoeducazione", sempre della Montessori, e "L'educazione dei figli" di Rudolf Steiner.
Per un costruttivo confronto fra i due pensieri, ecco un post interessante su La casa nella prateria

lunedì 25 luglio 2011

Le 100 cose che mi piacciono

Con questo post partecipiamo alla Caccia al Tesoro 2011 "Sogni e Desideri" di Mammafelice.
Il tema di questa settimana è 
"Le 100 cose che amo".


Io, in generale, non amo molto le liste. Faccio fatica a selezionare, e poi a mettere in fila. E poi non mi piace fissare su un pezzo di carta (o su un pezzo di web, in questo caso!) quello che amo/odio/quelchevivieneinmente: mi sembra che poi, per dovere di coerenza, non si possa più cambiare idea. Uffa! Io sostengo il diritto a cambiare idea!
Comunque, la lista del mi piace/non mi piace mi ricorda tanto l'inizio de Il favoloso mondo di Amelie, film che io adoro:


Nella lista non metto l'amore per mio marito e i miei bambini. E' ovvio. Sono fuori gara.

Ecco qua 80 motivi per cui vale la pena vivere, svegliarsi alla mattina, fare fatica... completate voi la frase. Non sono in ordine di importanza. Ho lasciato 20 posti vuoti per lasciare spazio alla mia incoerenza!

1) Annusare il collo dei miei bimbi mentre dormono
2) Mangiare il gelato della nostra gelateria preferita. E poi prenderne un altro. E se ho voglia, pure un altro.
3) Guardare il tramonto al mare.
4) Fare un'immersione subacquea in notturna quando il mare è una tavola e c'è la luna piena.
5) Rompere la crosticina della crema catalana col cucchiaino.
6) Vedere e rivedere L'attimo fuggente.
7) Sperimentare una nuova ricetta.
8) Camminare scalza.
9) Le lenzuola profumate di pulito.
10) Suonare Debussy al piano.
11) Cantare tutti insieme ad un concerto.
12) Stare sotto le coperte quando fuori piove o nevica.
13) Dormire una notte tutta intera.
14) Fagiolina che mi abbraccia stretta stretta quando sto per uscire per lavorare.
15) Le risate squacqueranti di Nanetto.
16) Le lettere d'amore di mio marito.
17) La focaccia ripiena calda della nostra pasticceria preferita.
18) Guidare la macchina all'alba.
19) Fare un falò sulla spiaggia.
20) Guardare le stelle cadenti la notte di S. Lorenzo.
21) Allattare i miei bimbi.
22) Guardare la cerimonia d'apertura delle olimpiadi.
23) Cenare d'estate in terrazzo, a lume di candela.
24) Trovare le giuste diagnosi e cure per i miei pazienti.
25) Leggere, leggere, leggere. Avere tanto tempo per leggere.
26) Raccogliere i miei pomodori che sanno di pomodoro e mangiarmeli subito.
27) Trovare qualcosa di carino nel negozio di vestiti usati.
28) Girare per i mercatini di quartiere di Parigi.
29) Organizzare una bella cenetta per gli amici.
30) La bruschetta cotta sopra la brace.
31) I picnic del primo maggio.
32) Mangiare di fronte al camino in un pub irlandese.
33) Fare le coccole in piscina coi miei bimbi.
34) Dipingere.
35) Andare al cinema a piedi o in bici tre volte per settimana. Vedere tanti tanti film.
36) Godermi la meriggia*.
37) Passare ore alla National Gallery di Londra.
38) Uscire da una libreria con due sacconi pieni di libri nuovi e profumati.
39) Il sushi.
40) Bere un birra fresca con mio marito.
41) Vincere una partita a biliardo. O a freccette. O a tresette.
42) Trovare un panorama inaspettato all'uscita di una galleria.
43) Decorare una torta per una persona cui voglio bene.
44) Guardare il panorama dalla scalinata de Le Sacre Coeur a Parigi, di notte, con GF.
45) Dare un consiglio azzeccato.
46) Passare una serata con i miei due storici compagni di spetteguless.
47) Trovare le parole giuste in un'altra lingua.
48) Fare una medicazione a regola d'arte.
49) Trovare un blog interessante e leggermi tutti i post.
50) Un percorso benessere in una SPA con un'amica.
51) Fare le copertine a maglia per i miei bimbi.
52) Fare punto a pallavolo con una bella schiacciata (eh... questo è un ricordo di anni e anni fa!!).
53) Accarezzare il mio gatto.
54) La cioccolata calda con panna. La Nutella. Il cioccolato fondente extra-amaro.
55) Chiacchierare con gli amici fino all'alba.
56) Fare l'ultima discesa con gli sci al tramonto, quando le seggiovie hanno ormai chiuso e tutti se ne sono andati.
57) I viaggi: lunghi, corti, lontano, vicino, avventurosi, rilassanti, da sola, in compagnia. I viaggi sempre!
58) Sentire i primi calcetti dei bimbi nella pancia.
59) La mano di GF che mi sfiora sul banco di scuola.
60) L'odore di un libro nuovo.
61) Risolvere un cruciverba "per solutori esperti" della Settimana Enigmistica.
62) Prendersi un intero week-end per riguardarsi la trilogia de Il signore degli anelli extended version.
63) I bimbi che mi si addormentano in braccio.
64) Le capriole e i salti sul lettone.
65) Chiacchierare con GF. O anche stare zitti. Insieme.
66) Un massaggio dall'estetista.
67) Un vestito che mi sta bene.
68) Fare il presepe. Preparare i cappelletti con mamma e nonna la sera della vigilia di Natale.
69) Le riunioni di famiglia, ma senza litigate.
70) Ascoltare una canzone che mi piace a tutto volume in macchina.
71) Riguardare le foto di quando ero piccola.
72) Dire quello che penso senza peli sulla lingua.
73) Una passeggiata nel bosco che odora di muschio.
74) La cucina bella pulita e lucida.
75) Riconoscere l'odore di mio marito sui miei vestiti.
76) Gironzolare con calma al piano inferiore dell'Ikea.
77) Leggere un bel fumetto.
78) Un cameriere gentile, un ristorante attrezzato per i bambini.
79) Rimanere incantata di fronte alla Nike di Samotracia al Louvre.
80) Cucire qualcosa di carino per me o per gli altri.

* Meriggia: è la penombra sotto gli alberi nel primo pomeriggio di primavera/estate, stesi sul prato. E' uno stato, un luogo, una condizione esistenziale...  ;-)

giovedì 21 luglio 2011

Esperienze al nido - 1

Questi sono, per Fagiolina, gli ultimi giorni di asilo nido: a settembre passerà alla scuola materna. Io e GF cerchiamo di approfittare delle ultime mattinate Fagiolina-free: i dieci giorni di vacanza (ah! ah! ah!) in montagna ci hanno ricordato la fatica di gestire 24 ore su 24 i "terrible twos".

Durante la festa di fine anno al nido (che comunque rimarrà aperto per tutto luglio), le educatrici ci hanno consegnato un bellissimo librone rilegato a mano con materiali riciclati: si intitola "Esperienze al nido" e raccoglie tutti i disegni, i pasticci e i lavoretti "prodotti" da Fagiolina.



Il libro è suddiviso in sezioni, ed ogni sezione è preceduta da brani delle opere della Montessori, di Piaget o di Steiner che aiutano ad interpretare ciò che segue. Ci sono inoltre foto di Fagiolina durante le attività quotidiane, i testi delle canzoncine cantate durante l'anno, un video, i commenti delle educatrici ai disegni o alla giornata appena trascorsa.

Questo libro mi ha commossa. Sfogliarlo è stato come ripassare un anno intero di grandi emozioni. E' stata inoltre un'occasione in più per constatare che Fagiolina ha già una vita sua: impara, sperimenta, cresce (anche) senza di noi.
In questo anno Fagiolina è stata accolta con entusiasmo, seguita con attenzione, accompagnata con rispetto. E' cresciuta tanto, grazie alla compagnia degli altri bimbi e alla guida delle educatrici.
Il libro ci ha aiutato a capire meglio le premesse su cui si basavano alcune attività o le finalità di quelli che ci sembravano semplicemente "giochi". Abbiamo anche  compreso finalmente le parole delle canzoncine che Fagiolina canticchiava a casa!

Io vorrei ringraziare, dalle pagine di questo blog, le educatrici di Fagiolina: Roberta, una guida sempre serena, attenta e sicura, Loredana, allegra e materna, e Maila, dolce e tenera. Siete state splendide, avete fugato tutte le nostre incertezze sull'opportunità di inserire così presto Fagiolina in un contesto "scolastico". Temevamo che venisse imbrigliata, addomesticata, inquadrata; l'avete invece incoraggiata ad esprimersi liberamente, l'avete guidata nella scoperta della socialità, l'avete sostenuta nei suoi momenti di difficoltà. Sempre col sorriso sulle labbra, sempre serene. Grazie.

Questa è la frase che introduce il libro del nido:

"Non si può essere liberi se non si è indipendenti; quindi, ai fini di raggiungere l'indipendenza, le manifestazioni della libertà personale debbono essere guidate dalla primissima infanzia." (M.Montessori)
Una fan come me del metodo Montessori non poteva non andare in brodo di giuggiole!


L'esperienza col nido è stata talmente positiva che siamo molto, molto spaventati dal passaggio ormai prossimo alla scuola materna. Sarà difficile trovare un così bell'ambiente.

mercoledì 20 luglio 2011

Un abito da ballo

Ho cucito il mio primo vestitino per Fagiolina: è impreciso, un po' stortignaccolo, ma le è piaciuto un sacco, e ha deciso che sarà il suo abito da ballo. Come Cerenentola, la sua eroina.
Io sono molto orgogliONA della mia prima arricciatura!


Il tessuto è Gullan Frukt di Ikea, il modello è di Claudia de: La casa nella Prateria.

lunedì 18 luglio 2011

Un'avventura da vivere insieme

Con questo post partecipiamo alla Caccia al Tesoro 2011 "Sogni e Desideri" di Mammafelice.
Il tema di questa settimana è
"La felicità è un'avventura da vivere insieme".


Barbara scrive:
Non c’è modo di essere felici da soli, e solo per se stessi. Non c’è modo di godere appieno della felicità se non possiamo condividerla esageratamente, raccontarla, abbracciarla, piangerla e riderla, conservarla e dividerla in porzioni uguali. [...] Scrivete la lettera che non avete ancora scritto; fate la telefonata che avete rimandato; dite il ‘ti amo’ che non avete avuto il coraggio di dire, date l’abbraccio che non avete ancora osato dare.


E allora la scrivo qua, questa lettera:
"Caro GF, è da quando ci siamo sposati e abbiamo avuto i bambini che non ci scriviamo. Strano, per un rapporto che nacque -ormai sono vent'anni!- in maniera perlopiù epistolare. Anche se eravamo a soli 3 banchi di distanza. Adesso siamo vicini di scrivania, e ti scrivo di nuovo. Non ho grosse cose da dire, grandi emozioni da svelare, rivelazioni da fare. Ci diciamo già tutto. Magari da una parte all'altra della porta del bagno, o con i figli urlanti in braccio. E quel che non ci diciamo, lo pensiamo insieme: una testa in due! Senza di te non c'è modo che io sia felice. Di sicuro noi la nostra felicità la condividiamo "esageratamente", come dice Barbara:  non c'è nulla che non viviamo insieme. Ti ricordi? La mattina del nostro matrimonio raccogliemmo i girasoli per le decorazioni in chiesa, e tutti ci dissero: "Ma siete matti? Lo sposo non deve vedere la sposa oggi!!". E noi a ridercela, perchè era bello fare anche quegli ultimi preparativi insieme. 
Forse un tempo speravamo in un futuro più originale. Immaginavamo più viaggi, più scoperte, più suspence. Sognavamo altre crociere indiane, altre albe africane, altri tramonti scozzesi, altre immersioni tropicali. Ora ce ne andiamo a letto alle dieci di sera, sfiniti dopo giornate per lo più casalinghe. I salti e le capriole serali  coi bambini sul lettone sono la nostra avventura quotidiana. Sono la nostra felicità condivisa.
Adesso stai vivendo un periodo di incertezze e delusioni e forse ti sembra che io non ti capisca. Forse è vero, forse no. Però ci provo, di questo puoi esserne certo. E ti appoggerò, qualsiasi cosa tu scelga. Faccio fatica ad adattarmi ai cambiamenti (retaggio familiare?). Ma se siamo insieme ce la facciamo, questo è certo. Abbiamo ancora tante avventure davanti, e che siano l'inserimento all'asilo di Fagiolina o i primi passi di Nanetto o un nuovo viaggio in India, le vivremo di sicuro insieme.
Un bacio,
Marghe."






Metto qua anche la foto del panorama dalla nostra veranda a Lobange, in Camerun. Alle 6 del mattino, appena svegli e pronti per una giornata di lavoro e impegni, prendevamo il caffè di fronte alla nebbiolina che saliva dalla foresta. Malgrado le formiche, i ragnoni nella latrina dietro casa, la mancanza d'acqua ed elettricità, la paura delle zanzare, la pioggia tropicale, le voragini in mezzo alle strade... ecco, quello era un momento unico e indimenticabile. Ed anche lì eravamo fianco a fianco.