sabato 6 settembre 2014

PREGHIERINA

Signore, fai che io non diventi mai come i genitori del ragazzo (22 anni... un OMO) che ho visitato oggi per una banale e lieve gastroenterite, ma completamente in panico, che gli hanno fatto una fiala di Plasil al primo episodio di vomito, che gli imboccavano l'acqua e zucchero, che gli tenevano la manina mentre gli facevo un'iniezione sulle chiappe pelose, che lo consolavano nonostante tutte le imprecazioni che il figlio ringhiava. E che non si sono accorti (o non erano in grado di concepire), che semplicemente il loro angelo era in paranoia per essersi fatto troppe canne la sera prima.
:-)

martedì 2 settembre 2014

La dottorina senza autorità

Ieri, nella sala d'attesa dell'ambulatorio, un uomo parla ad alta (altissima) voce di politica, condendo la sua conferenza con parolacce e bestemmie. Sopporto dieci minuti, poi esco e gli dico: 
"Mi scusi, ma visto che si trova nella sala d'attesa di un ambulatorio medico (e comunque anche altrove...) credo che dovrebbe usare un linguaggio più adeguato." 
"Ah, e TE, che lo difendi tanto un posto come questo, cussei? una democristiana?"
"Questo non c'entra nulla. Lei è in un ambulatorio medico. Io sono il medico e le dico che deve smetterla di bestemmiare"
"AH! Allora è vero che sei democristiana!"
"E comunque bestemmiare è un reato. E lei adesso se la deve smettere"
"Ah sci? E che reato sarebbe? Io pago e parlo come me pare!"
Oltre all'estrema maleducazione del personaggio, che anzichè scusarsi e smetterla ha continuato a parlarmi dietro e imprecare mentre me ne andavo, quello che mi ha sconvolta di più è stato il totale silenzio di chi gli stava attorno. Non una parola a mio favore.


In quest'Italia non c'è più morale, decenza, educazione.




lunedì 25 agosto 2014

Il miglior complimento di sempre

E dopo: "mamma, perchè le tue tette sono mosce?" (cit. Leo)
Dopo: "mamma, speriamo che dimagrisci!!" (cit. Emma)

Oggi Emma: "mamma, con le tue pieghette sul collo (=il mio doppio mento...) sembri un ASINO."

E' bello che i propri figli pensino che sei la mamma più bella del mondo.

lunedì 14 luglio 2014

Un giro al Pronto Soccorso

Prima o poi doveva accadere, e adesso anche noi possiamo dire di aver fatto l'esperienza: ieri per la prima volta abbiamo dovuto portare uno dei nostri figli al pronto soccorso pediatrico.
Ovviamente tutto è successo proprio durante un mio turno di 24 ore. Ovviamente quando  colleghi sono in ferie e nessuno mi poteva coprire un paio d'ore.
Ieri Nanetto è caduto mentre giocava sulla poltrona e ha battuto la testa. Quando sono passata un attimo a casa per mangiare qualcosa la scena era questa: Nanetto che piange disperato sulla poltrona, GF e nonni che provano a gestire gli altri due a tavola. Appena prendo Nanetto in braccio mi vomita addosso. Poi quasi mi si addormenta in braccio.
Se fosse stato un qualsiasi altro paziente, con questi segni e dopo un trauma cranico avrei chiamato immediatamente l'ambulanza. Ma fare il medico con i proprio figli non è la stessa cosa, ci sono mille lacci e lacciuoli: "non voglio passare per quella apprensiva" "non voglio fare la figura di quella che, solo perchè è medico, pretende un ambulanza senza che sia necessario".
GF accompagna Nanetto all'Ospedale pediatrico (20 minuti da casa), e io mi dispero perchè non posso prendere 2 ore di pausa dal servizio. Ecco là: anche se ti casca un meteorite sulla casa, la guardia medica deve arrangiarsi. O trova PERSONALMENTE un sostituto al volo, o non può lasciare l'ambulatorio scoperto. Io ho chiamato il 118, ho esposto il mio problema, ho detto che comunque avevo con me il cellulare di servizio per le chiamate urgenti. Mi hanno consigliato di chiedere alla Guardia Medica di C. (la cittadina più vicina alla mia sede di lavoro) il favore di coprirmi un paio d'ore. Chiamo i colleghi, me la fanno un po' cadere dall'alto ma mi concedono un paio d'ore di copertura. Corsa all'ospedale, con le mani che tremano sul volante. GF quando arrivo è già lì, Nanetto ha già rivomitato davanti all'infermiera del triage, entriamo subito in sala visite.
Non sto a dire il casino per visitare e prendere una vena ad un bambino che sta sempre bene e i dottori non li vede MAI. L'abbiamo tenuto in quattro.
Responso: ricovero in osservazione breve per 8 ore per controllarlo.
GF resta. Io devo tornare in servizio. Santi nonni che si occupano degli altri due.

Boh, io credo che altri lavoratori, se hanno un'emergenza, possano staccare dal servizio per qualche ora. Credo che non tocchi a loro trovare un sostituto, sennò ciccia. Cioè. se succede qualcosa di veramente grave a me o a un familiare io, nel panico del momento, mi devo pure mettere a fare 100 telefonate per trovarmi un sostituto? La guardia medica si deve arrangiare così, invece.

Come è andata a finire?
Nanetto e GF si sono sparati un pomeriggio di cartoni e sonnellini sul letto dell'Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso. Io mi sono sparata 24 ore di guardia.
Al momento della dimissione non so com'è andata, forse le dottoresse si erano passate male le consegne, fatto sta che la dottoressa che ha dimesso Nanetto (che non era la stessa che lo aveva ammesso in PS) era convinta che si trattasse di una gastroenterite e ha dato indicazioni a GF senza fare alcun accenno al trauma cranico.
Stamattina, allo smonto del mio turno, mi leggo il foglio di dimissione.
Diagnosi "Vomito e febbre in paziente con pregresso trauma cranico". FEBBRE??
Indicazioni per l'assistito: "Si invia a domicilio con foglio di raccomandazione scritta per traumi cranici". NESSUN FOGLIO CONSEGNATO.

Ho chiamato al Pronto Soccorso per capire meglio questi errori.
Ma cazzo, se io non fossi una dottoressa, e se non sapessi già che tipo di osservazioni fare dopo un trauma cranico, che ne saprei di che tipo di comportamenti avere???

L'infermiera che mi ha risposto al telefono ha cercato di farmi credere che mio marito s'è perso il foglio. Perchè non conosce la precisetteria di GF.
Cioè: scrivono 2 cazzate in un solo foglio e mi vogliono pure far passare per fessa.
Sono allibita.


giovedì 22 maggio 2014

Crema di nocciole e... uova di Pasqua!

Già il titolo dice tutto, no?
Se anche voi, come me, vi ritrovate ANCORA per casa le uova di Pasqua che attendono l'estate per diventare un pappone impresentabile, ecco la ricetta che fa per voi.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare: non ho di sicuro inventato niente.
Di ricette di Nutelle fatte in casa sul web se ne trovano tante. Io sono partita da questo bellissimo sito (guardate anche il canale Youtube, molto ben fatto!), ma ho fatto come al solito le mie modifiche, in base agli ingredienti che avevo in casa. Soprattutto quelle malefiche uova di cioccolato al latte. Parenti, ve lo dico ora e spero che lo ricordiate la prossima Pasqua: uova fondenti, pliiiis!! :-)
L'escamotage del cioccolato al latte mi è comunque stato utile a risparmiare zucchero (non ne ho aggiunto affatto, visto che il cioccolato era già molto/troppo dolce), latte e olio.
Insomma, 10 minuti ed avrete una buonissima crema spalmabile.

INGREDIENTI

Nocciole: 200 g
Cioccolato al latte: 100 g
Olio di semi di mais: 50 ml

Tostate le nocciole per 10 minuti a 180°C nel forno, togliete l'eventuale pellicina. Frullatele poi alla massima potenza finchè non diventano una sorta di burro (ci vuole un frullatore potente: il mio non lo è abbastanza e la crema alla fine è rimasta un po' granulosa... ma quasi quasi lo scrocchierello ci piace!). Aggiungente poi il cioccolato a pezzi (le nocciole calde lo scioglieranno) e l'olio. Frullate fino ad ottenere la consistenza desiderata (se necessario potete aggiungere un po' di latte), invasate in contenitori di vetro.
Se non si aggiunge latte si può conservare anche fuori dal frigo, col latte secondo me è meglio mettere in frigo. Comunque io la consumerei entro una decina di giorni... se ci arriva!
Se si indurisce, basta una scaldatina al microonde o a bagnomaria e riprende la consistenza cremosa.


giovedì 8 maggio 2014

BREAKDOWN

Un turno orrendo. In 11 anni di guardie mediche non mi è mai capitato di essere stata offesa e umiliata così. Ho voglia di mollare questo lavoro di merda subito. Adesso. Poi penso che ho 3 figli e la pagnotta da portare a casa, e mi sento con l'acqua alla gola. Ancora un rospo da ingoiare. Ancora buon viso a cattivo gioco.

Ieri sera alle 21,45, mi chiama una signora. Mi spiega che ha dolore ad una caviglia da 2 giorni, che fa fatica a camminare. Che però il giorno prima ha fatto un ecodoppler arterioso e venoso agli arti inferiori, che non ha rilevato presenza di trombosi. Le chiedo se la gamba è rossa, se è calda, se è più gonfia dell'altra (per indagare l'ipotesi di flebite/tromboflebite, o di erisipela): niente. Le chiedo se ci sono stati traumi, se ha mai sofferto di gotta: niente. Dopo l'anamnesi farmacologica e rilevata l'assenza di interazioni, le consiglio terapia antalgica con paracetamolo, arto in scarico e applicazione di ghiaccio, e ovviamente osservazione. Al momento di chiedere le generalità, per annotarle sul mio registro di lavoro, la signora si inalbera, rifiuta di darmi il suo nome, perchè:
"come si permette di chiedermi il nome senza neanche essermi venuta a vedere? che razza di medico è lei? come c... si è permessa di indicarmi dei farmaci senza nemmeno avermi vista?"
La signora NON mi aveva chiesto una visita domiciliare, e io avevo interpretato la sua chiamata come una richiesta di consigli. Come avviene molte volte durante il mio lavoro. Come è previsto tra le mansioni del mio lavoro, tant'è che c'è anche una voce sul nostro registro: "consigli telefonici". Qual'è il dosaggio di questo farmaco? faccio bene a prendere questo con questi sintomi? quali sono le interazioni tra queste medicine? ho questo problema, vengo da lei o vado direttamente in pronto soccorso?
Le chiedo di darmi l'indirizzo, che non avevo capito che volesse una vista a domicilio, che peraltro non ritenevo indifferibile e urgente, ma che comunque sarei andata.
Mi chiude il telefono in faccia.
Dopo 15 minuti mi telefona la Centrale Operativa del 118, che aveva ricevuto una chiamata dai Carabinieri, i quali avevano ricevuto una segnalazione dalla signora per "omissione di soccorso" da parte mia. Spiego l'accaduto all'operatore, il quale mi mette in comunicazione con la signora e partecipa anche lui alla conversazione. La signora continua a sostenere che sono un'incapace, che ho rifiutato di visitarla. E rifiuta nuovamente di darmi l'indirizzo. L'operatore le dice: "signora allora dia l'indirizzo a me: se ritiene necessaria una visita urgente e non vuole la guardia medica le mando un'ambulanza!" E la signora risponde: "ma lei chi è? come si permette di scherzare?" e rifiuta nuovamente di dare l'indirizzo. La conversazione si chiude, vengo rassicurata dall'operatore, che lui scriverà: "l'utente rifiuta l'intervento" e si chiuderà tutto lì. Le chiamate al 118 sono TUTTE registrate, e questo mi tranquillizza un po'. Risulta evidente l'arroganza della signora.
Dopo altri 15 minuti mi chiama la Croce Gialla, presso la quale si è recata la figlia della signora per chiedere un intervento. I volontari mi chiedono se posso andare a domicilio. FINALMENTE ho l'indirizzo e vado.
A casa della signora vengo travolta da una valanga di insulti, da parte sua e della figlia.
"La chiamo 'signora' perchè lei come dottoressa fa schifo"
"Lei non capisce un cazzo"
"Tanto lo so che mettono a fare le guardie i medici incompetenti"
"Se volevo solo un consiglio telefonico chiamavo qualcun'altro, che cazzo me ne frega del consiglio della guardia medica, che tanto lo so che siete tutti incapaci? io volevo che venisse qui a farmi la ricetta!"
"Che me ne frega che lei è laureata? tanto lo so che ormai la laurea la danno a cani e porci!"
"Lei è la persona più maleducata del mondo"
"Tanto la denuncio! I Carabinieri mi hanno detto che lei ha fatto un'omissione di soccorso!"
"Lei voleva il nome da mettere sul suo bel registrino, così figurava che aveva fatto una visita che non ha fatto e che NOI paghiamo!"
E così via.
In questo clima, faccio la visita. Confermo TUTTO quello già detto telefonicamente: dalla visita non è emerso nulla di nuovo. Pratico un'iniezione di antidolorifico. ("eh, almeno le iniezioni le sa fare!").
Alla fine cerco di raccogliere tutta la mia calma (ne è rimasta ben poca) e ribadisco che la signora NON aveva richiesto una visita domiciliare, che comunque è mia facoltà valutare quali sono le situazioni meritevoli di visita e quali no, che svolgo CONTINUAMENTE consulenze telefoniche, che non sono i pazienti a decidere se io andrò o meno a visitarli, ma io, perchè io ho la capacità (e la responsabilità) di decidere se è necessario e urgente il mio intervento domiciliare.
Che mi denunci pure.
Che io non merito tutto questo.
Che faccio le guardie da 11 anni e che ho sempre lavorato bene e preso le mie decisioni in scienza e coscienza.
Che SE, e dico SE c'era stata un'incomprensione sulle necessità e richieste della paziente ('sta visita, me l'ha chiesta o no? COSA avrei rifiutato di effettuare? ciò che non mi era MAI stato chiesto??), che comunque io ero lì, e che se mi avesse detto subito il suo indirizzo non ci sarebbe stato bisogno di quel polverone. E che ero lì non perchè aveva chiamato i carabinieri, ma perchè FINALMENTE qualcuno mi aveva fatto sapere il suo indirizzo, e volevo chiarire le cose.
Alla fine erano più calme, lei e la sua figlia ventenne che si è permessa di dirmi di tutto e di più.
Saluti.

Uscita di lì tremavo come una foglia. Dalla rabbia, dalla frustrazione, dall'umiliazione. Ho fatto un giro in macchina per calmarmi, ho chiamato mio marito per sfogarmi e piangere lacrime di rabbia.
Non è giusto.
Il mio è un lavoro difficile, duro, specialmente se fatto con coscienza, come ritengo di farlo io, senza presunzione. Lo so che ci sono colleghi che non rispondono al telefono e dormono tutta la notte.
Io non l'ho mai fatto così: vado moltissimo a domicilio per essere tranquilla e non sbagliare diagnosi, visito tutti, anche neonati, mi impegno, cerco di essere sempre gentile.
Io non me lo meritavo.
Io che lascio tutta la notte 3 figli piccoli a casa senza di me, fin da quando avevano 4 mesi. Io che faccio e chiedo un enorme sacrificio alla mia famiglia.
Mi denuncerà. Scriverà ai giornali... non so. Le chiamate alla guardia medica non sono registrate, sarà la sua parola contro la mia, e si sa che i medici sono sempre degli imbroglioni fannulloni, no?
La verità è che siamo SOLI. Soli letteralmente, nelle lunghe notti negli ambulatori di periferia. E soli in senso figurato, di fronte alle pretese, alle arroganze e alle violenze di certi pazienti.

Fare le guardie mediche è faticoso e con pochissime soddisfazioni. Quando poi ti capita, come stanotte, di essere insultata così tante volte, la voglia di mandare tutto e tutti a cagare diventa irresistibile. 

venerdì 14 marzo 2014

STANCHEZZA

STANCA. Proprio scritto così, con tutte maiuscole. Non trovo altre parole che mi definiscano meglio in questo periodo. Quando sono così stanca mi ammalo. Ma anche quando sono malata gli impegni non si possono lasciare: assentarmi dal lavoro significa cedere turni, cedere turni significa meno soldi in busta paga, e in questo periodo, in cui bisogna calcolare tutto per arrivare a fine mese, non possiamo permettercelo. Eh sì, le gioie del mio contratto: l'assenza (pagata) per malattia è un'utopia.
Non parliamo poi delle assenze dal lavoro di mamma... i figli quando ti vedono in difficoltà diventano degli squali senza cuore. Sentono l'odore del sangue e improvvisano richieste continue al solo scopo di vederti stramazzare e chiedere pietà.
In queste condizioni, forse anche con la febbre (ma a che serve misurarla se tanto al lavoro devi andarci lo stesso?) ho fatto due turni di notte, uno dietro l'altro. Niente riposo diurno, niente sonnellini riparatori. Niente di nuovo.

Insomma, stamattina alle 5,45 suona il campanello in guardia. Il tempo di alzarmi e mettermi le scarpe che il tizio si è attaccato al campanello e non la smetteva più. Ci avrò messo un minuto ad aprire, non di più.
-Scusi, mi dà un attimo il tempo di venire ad aprire?
Mi guarda con aria un po' beffarda e mi fa:
-Sì sì, scusa se ti ho svegliato...
-No, non è perchè mi ha svegliato, ma perchè non c'è bisogno di suonare così tante volte il campanello, sono qui, ho sentito!
-Ah, eh, perchè non sei venuta subito e ho pensato che non c'eri...
-Ma se non ero in ambulatorio avrei messo il cartello, no?
-C'hai ragione. Sono venuto per...

Insomma, sono andata a fare la visita domiciliare a sua moglie, senza battere ciglio. Visita accurata con tutti i crismi. Alla fine sono stati pure gentili, mi hanno offerto un caffè, mi hanno chiesto se potevo prenderli come miei pazienti. Forse non si aspettavano che -Oh, OoHH!!- dopo avermi svegliata dal mio profondo sonno riuscissi ad essere così lucida da fare una visita e una diagnosi accurata.

Io non c'ho voglia di fare l'antipatica, e non voglio apparire come una che ci tiene al titolo, ma a quel punto gli volevo dire:
-Ma se ti veniva ad aprire un uomo, lo avresti chiamato "signore" o "dottore"? Perchè allora a me mi chiami "signora" e non "dottoressa"? E perchè mi dai del tu? Se veniva un dottore gli avresti dato del tu? E va bene che mi hai svegliato, ma mica mi hai beccato in qualche flagranza di reato sai? Io ho il letto di là, POSSO dormire, ne ho il diritto, la legge me lo permette sai?

La gente mi chiede come mai, anche quando ho dei turni buoni senza chiamate nel cuore della notte, torno così stanca. Mi fanno:
-Ma se non ti chiama nessuno approfittane no? dormi!
Io al lavoro, anche se ne avrei il diritto, non dormo. Sonnecchio. Dormo con un occhio aperto. Faccio pisolini con risvegli ogni 20 minuti. E poi solo per qualche ora, dall'una alle sei, di solito. Perchè io odio vedere quello sguardo beffardo della gente, odio che pensino che sto lì a farmi delle grasse dormite mentre loro pagano (con le tasse), che cazzo, guardali là 'sti dottorini che noi li paghiamo profumatamente (ah ah!) e loro se la dormono, ma gli faccio vedere io, adesso, se non scattano appena suono/telefono!!

Cheppalle 'sti sguardi della gente. Non ci pagate, avete un servizio aggratis e ci trattate sempre da cazzo. Se vi facessi pagare 200 euro (di tasca vostra) a visita domiciliare, come avviene in altri Paesi, mi guarderesti con quell'aria di sufficienza? Mi chiameresti signora? Varrei di più, se mi facessi pagare di più?

Mi devo comprare un paio di ciabatte, così da infilarle immediatamente e scattare più velocemente ad aprire la porta. Così magari mi evito un minuto di odiose scampanellate. E quello sguardo.